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Indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali

del 10/09/2015

Indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali

Per i lavoratori stagionali con la nascita della Naspi (Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego) le cose erano cambiate in peggio: quest’anno, infatti, avrebbero dovuto percepire un sussidio di disoccupazione dimezzato rispetto all’anno scorso. Tuttavia è stato recentemente varato un decreto correttivo che ha messo gli impiegati del comparto turistico e i precari della scuola al riparo dal peggio.

In Italia i cosiddetti lavoratori stagionali, ovvero quelli che sono impiegati solo per un certo periodo dell’anno, sono circa 300.000 e sono perlopiù collocati nel settore del turismo (pizzaioli, animatori, camerieri, bagnini, ecc.).

In seguito al Jobs Act (la riforma del welfare del governo Renzi) questi dipendenti atipici hanno rischiato di vedersi ridurre, nel 2015, il sussidio di disoccupazione di circa la metà. Dal primo maggio scorso, infatti, è entrata in vigore la nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), un ammortizzatore sociale di cui possono usufruire i lavoratori che hanno perso involontariamente la propria occupazione. Diversamente dall’Aspi e dalla la Mini-Aspi (introdotte dalla riforma Fornero nel 2012), la Naspi, malgrado avesse importi e durata maggiori delle precedenti, risultava altamente penalizzante per coloro che hanno esercitato lavori precari e discontinui, soprattutto per i dipendenti che hanno operato nel turismo, ovvero per non più di 4 mesi in un anno. Per il calcolo del loro sussidio, infatti, non si sarebbe dovuto tener conto dei periodi di lavoro per cui avevano già percepito l’indennità di disoccupazione e, qualora, non avessero raggiunto i sei mesi di lavoro, avrebbero percepito una indennità di disoccupazione di 3 o 4 mesi appena. D’altra parte la Naspi, nella sua formulazione originaria, prevedeva che il lavoratore avesse almeno 13 settimane di contributi versati nel quadriennio precedente l’inizio della disoccupazione.

Introduzione del decreto correttivo

Grazie al decreto correttivo, denominato “disposizioni per il riordino degli ammortizzatori sociali in attuazione della Legge 183 del 10 dicembre 2014”, il Governo ha modificato la disciplina del nuovo ammortizzatore sociale, garantendo specifiche tutele a tutti i lavoratori che nel 2011 hanno lavorato meno di sei mesi.

Le richieste del Movimento dei Lavoratori Stagionali

Il Movimento dei Lavoratori Stagionali, tuttavia, intende proseguire la propria battaglia. Una volta chiarita la questione sulla disoccupazione dell’anno in corso, è assolutamente necessario che in Italia si riconoscano gli stagionali come lavoratori a tutti gli effetti, distinguendoli una volta per tutte dai precari. Affermandosi come categoria, infatti, essi potranno finalmente fruire di cuna tutela sociale ad hoc

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