Che differenza c’è tra la figura del consulente e quella del temporary manager?
Il temporary manager è un professionista specializzato in gestione aziendale che viene ingaggiato per periodi di tempo limitati (i contratti più diffusi hanno una durata che va da qualche mese a qualche anno) e ha potere decisionale effettivo su un determinato progetto. Non si tratta, dunque, di un “semplice” consulente esterno che viene chiamato una tantum a suggerire una strategia o a implementare/modificare un processo aziendale: il temporary manager ha un coinvolgimento diretto con l’impresa, si assume la responsabilità della gestione del progetto e gli vengono fornite le relative deleghe per agire. Il suo obiettivo è accompagnare l’azienda nel cambiare il modo di stare sul mercato, migliorando competitività e redditività.
A ricoprire questo ruolo sono spesso manager d’esperienza, con un passato da dirigenti e interventi di successo in vari settori produttivi. Grazie a questa figura le aziende incamerano competenze di alto livello, non altrimenti disponibili, a costi accessibili, con il risultato di accrescere anche la qualità delle professionalità già presenti in organico.
