Modificare l'indicazione del sesso registrato all'anagrafe comunale, e di conseguenza su tutti i documenti legali, è un'operazione possibile a fronte di un'operazione chirurgica che intervenga sugli organi della persona in questione. Il dubbio se si possa modificare il sesso registrato presso il comune anche senza sottoporsi a un'operazione è stato sollevato in una vicenda che ha trovato di recente conclusione presso la Cassazione.
Il processo
La Corte di Cassazione, con la sentenza 15138/2015 ha messo fine alla vicenda di una transessuale, che voleva venissero modificati i dati dell'anagrafe nonostante non si fosse mai sottoposta a un'operazione chirurgica per il cambio di sesso. La persona in questione aveva in precedenza ottenuto i permessi per poter accedere all'operazione chirurgica necessaria, alla quale aveva però poi deciso di non sottoporsi. La richiesta di autorizzazione alla modifica degli atti comunali era stata rigettata in prima istanza dal tribunale di Piacenza e in secondo luogo dalla Corte di Appello di Bologna, la quale aveva stabilito l'impossibilità di poter accogliere la richiesta, proprio in virtù del fatto che non era stata eseguita alcuna operazione chirurgica in merito.
La sentenza della Cassazione
La sentenza della Cassazione ha invece ribaltato i giudizi delle corti precedenti, accogliendo la richiesta dell'interessata e dell'associazione Rete Lenford che ne segue la vicenda giudiziaria. Secondo la Corte, quindi, la modifica della registrazione all'anagrafe come persona di sesso maschile o femminile può essere concessa anche nel caso in cui la persona in questione si identifichi con un'identità sessuale diversa dalla propria, a prescindere dalla conformazione fisica della persona interessata.
È possibile che la sentenza citata diventi un precedente al quale potranno fare riferimento anche ulteriori procedimenti giudiziari futuri. L'ammissibilità del caso non comporta comunque la possibilità di richiedere il cambiamento dei dati di anagrafe senza il ricorso a uno specifico procedimento giudiziario. Tuttavia, quanto descritto sembrerebbe far vertere la giustizia italiana verso una concessione più semplice della possibilità del cambio di sesso. Inutile forse aggiungere che la vicenda ha suscitato un forte dibattito in merito al riconoscimento dei diritti individuali.
L'Italia non è però l'unico paese europeo dove cambiare sesso equivale a dover affrontare un percorso complesso e talvolta impossibile da portare a termine. Si consideri, a tal proposito, che alcune associazioni per la tutela dei diritti umani hanno più volte accusato gli stati europei di violare i diritti umani fondamentali, in particolare in merito alla necessità di sterilizzazione imposta da alcune legislazioni europee.
