Proprio nei giorni scorsi, è entrato in vigore l'obbligo di avanzare ricorso alla negoziazione assistita nei processi di ambito civile, anche nei casi che interessano i singoli cittadini.
In parole povere, chiunque intendesse rivolgersi alla giustizia civile per qualsiasi tipo di provvedimento che riguardi danni - causati ad esempio da un sinistro stradale, per un caso legato ai contratti di trasporto o per il recupero di crediti di piccola o media entità (sino a un massimo di 50.000 euro) - sarà obbligato a seguire la nuova procedura.
In cosa consiste? Basta rivolgersi a un avvocato che tenterà di negoziare con la parte opposta prima di intraprendere una causa da portare davanti al giudice.
Attenzione dunque: la negoziazione assistita è obbligatoria. Pur essendo facoltà del cittadino danneggiato decidere di intraprenderla o meno, è necessario che sia stata tentata una negoziazione prima di arrivare davanti al giudice.
Almeno nei casi descritti in precedenza. Essa è facoltativa, invece, per i contenziosi relativi ai contratti sottoscritti con i professionisti, ai procedimenti di opposizione o nei decreti ingiuntivi.
La ratio di questa novità è la volontà del Governo di snellire la mole di cause presentate davanti alle corti civili, alla base del prolungamento delle cause, spesso indecente, e per questo ulteriore danno alle parti coinvolte.
Si cerca prima una conciliazione che possa soddisfare entrambe le parti contrapposte grazie all’opera degli avvocati rispettivi, anche in ragione dei tempi biblici e dei relativi costi da sostenere in un possibile processo civile.
La scelta dell'avvocato, naturalmente, spetta ai singoli cittadini così come è loro facoltà la possibilità di farsi assistere da più avvocati.
In ogni caso, il costo della prestazione del professionista resta a carico di ogni parte.
Non è ancora chiaro se saranno previste forme di assistenza ad hoc per le persone che non sono in grado di pagare un legale; non si sa neanche se in questi casi ci si potrà avvalere del patrocinio gratuito (già previsto nel caso in cui il reddito annuo non superi una cifra prestabilita, in ambito sia civile che penale, o per i processi nei quali sono coinvolti i minori).
Basterà questo a fare uscire dal guado la
giustizia civile italiana?
