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Nozze gay quelle all’estero valgono in Italia?

del 19/01/2015

Nozze gay quelle all’estero valgono in Italia?

Nozze gay: quelle all’estero valgono in Italia?

E’ un dibattito all’ordine del giorno, dopo le recenti iscrizioni nei registri comunali di alcune città italiane delle unioni civili fra persone dello stesso sesso celebrate all’estero.

In molti Paesi europei e non, tale pratica è legittima. Pur rimandando la decisione al futuro, il nostro Paese si è trovato già dinanzi al “problema burocratico” di inquadrare nel proprio ordinamento legislativo le coppie sposate all’estero.

Oggi abbiamo un nuovo punto fermo sulla vicenda. E’ intervenuto il ministero della Giustizia, per voce di un sottosegretario, rispondendo ad un'interpellanza sollevata da alcuni deputati bipartisan della Camera, che avevano sollecitato il ministro a una risposta univoca che potesse porre fine al dibattito.

La risposta è chiara e non fraintendibile: pur essendo riconosciute all’estero, le unioni omosessuali celebrate fuori dai confini nazionali non sono riconosciute in alcun modo nel nostro Paese. Pertanto, non possono essere trascritte dal sindaco (o da chi ne esercita le funzioni) nei registri delle unioni civili istituiti presso alcuni comuni italiani.

Al momento, perciò, i diritti riconosciuti all'estero non possono essere formalmente acquisiti in Italia, come invece avviene nei casi di successione, adozione o di decisioni riguardanti la salute del partner. 

E' stato inoltre ribadito che i sindaci non possono decidere in autonomia ma devono perentoriamente recepire l'invito fatto dal ministro dell'Interno nello scorso mese di ottobre, allorquando i prefetti sono stati formalmente invitati alla cancellazione delle registrazioni dei matrimoni omosessuali contratti all'estero. 

Il sottosegretario ha aggiunto l’assenza nel programma governativo nell’immediato futuro la discussione di norme che regolamentino le unioni civili omosessuali. Queste ultime risultano così escluse per ora dall'agenda dell’esecutivo.

Nel resto del mondo, i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono invece riconosciuti a tutti gli effetti, cosa che avviene d’altronde in gran parte dell'Unione Europea. Ad esempio, basta recarsi in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia per ratificare la propria unione civile. 

Oltreoceano, le unioni gay sono inoltre riconosciute in diversi stati USA, in Sudafrica, Argentina, Uruguay e Brasile, mentre in altri Stati come la Germania o l'Australia, sono riconosciuti altri tipi di unione civile o di coabitazioni formalmente registrate, anche se non esiste un'istituzione simile al matrimonio. 

Infine in alcuni stati USA, pur non essendo possibile celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, si riconoscono quelli celebrati all'estero.

Come giudicare il pronunciamento del ministero? A voi l’ultima parola. A noi non resta che registrare quest’ultima “controtendenza” italiana.

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