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Bce, Italia rischia

del 12/09/2014

Secondo quanto riportato nel bollettino mensile di Settembre della Banca centrale europea, per l’Italia, persistono ancora seri rischi che minano il conseguimento del rapporto deficit/PIL al 2,6%, soprattutto in considerazione degli andamenti economici che sono risultati peggiori rispetto a quanto ci si attendeva.

Le amministrazioni pubbliche hanno registrato nel primo trimestre dell'anno un disavanzo pari a circa l'1,6% del PIL su base annua con un miglioramento di due decimi di punto percentuale su base annua ascrivibile soprattutto al taglio della spesa pubblica, in particolare di quella in conto capitale. Il rapporto annuo entrate/PIL è invece abbastanza costante. Viene evidenziata una diminuzione di circa lo 0,1 per cento del PIL su base annua, ciò alla luce di quanto illustrato dagli ultimi dati disponibili del bilancio del settore statale sulle entrate tributarie per i sei mesi fino a giugno dell’anno in corso. Tale calo può, tuttavia, essere imputabile a scadenze diverse per il versamento delle imposte, in particolare nel caso della tassazione del lavoro autonomo e degli immobili. Secondo il bollettino della Banca Centrale Europea, l’obiettivo è quello di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di stabilità, nello specifico la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL con un ulteriore rafforzamento delle politiche di bilancio nazionali.

Per quanto riguarda la crescita dell’area euro, l’andamento risulta modesto. In generale i riscontri di agosto segnalano che l'espansione ciclica nel terzo trimestre ha perso slancio, pur rimanendo in linea con una modesta crescita. Nel secondo trimestre dell’anno, il PIL reale della zona euro è risultato invariato rispetto al trimestre precedente, producendo così un risultato inferiore alle attese. Tali elementi sono poi confluiti nelle proiezioni di settembre, che pertanto mostrano una crescita del PIL in termini reali dello 0,9% nel 2014, dell'1,6 nel 2015 e dell'1,9 nel 2016. Nel confronto con l’esercizio di giugno, per il 2014 e il 2015 l'espansione del PIL è stata rivista al ribasso, mentre per il 2016 è stata rivista al rialzo. In generale, la Banca Centrale Europea ritiene che siano orientati al ribasso i rischi per le prospettive economiche dell’eurozona, considerando altresì che la perdita di slancio dell'economia può frenare gli investimenti privati e gli accresciuti rischi geopolitici potrebbero esercitare un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di imprese e consumatori.

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