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Successione legittima, diritto di abitazione

del 19/05/2014

Nella successione legittima al coniuge del de cuius spettano i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiaredi uso dei mobili che la corredano. E' quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Cass. Civile nell'importante sentenza n. 4847/2013.

Prima di procedere alla disamina della suddetta pronuncia occorre premettere che nel nostro ordinamento esistono due tipi di successione: “testamentaria” e “legittima”.

La “successione testamentaria”si ha tutte le volte in cui si è in presenza di un testamento con il quale il testatore individua i soggetti a cui attribuire il proprio patrimonio e ne regola la distribuzione tra quelli designati.

Tutte le volte in cui il de cuius non abbia provveduto, anche solo in parte, a disporre per testamento di tutte le proprie sostanze, si parla di” successione legittima” perché i soggetti chiamati ad assumere la qualità di “eredi”(c.d. successibili) e le quote di partecipazione al patrimonio ereditario sono individuate e disciplinate ex lege.

La “successione necessaria” non è un tertium genus di successione ma è finalizzata a tutelare una particolare categoria di soggetti (c.d. legittimari: coniuge,figli legittimi,legittimati,naturali o adottivi,ascendenti legittimi)cui viene riconosciuta una "posizione successoria privilegiata".Essa funge da limite alla libertà del defunto di disporre dei suoi beni in modo da ledere il loro diritto successorio  a causa di donazioni fatte in vita dal de cuius oppure per via di disposizioni testamentarie pregiudizievoli;in questi casi i legittimari potranno esperire un’azione giudiziaria detta “azione di riduzione” e conseguire in tal modo la porzione di beni a loro spettante.

Con la sentenza delle Sezioni Unite sono state risolte questioni di notevole importanza in quanto essa ha riconosciuto,anche nella successione legittima, al coniuge superstite i diritti di abitazione e di uso dei mobili che la corredano, previsti ex art. 540 c.c. nella successione necessaria;  si realizza  il c.d. “cumulo” poiché tali diritti vengono attribuiti al coniuge in aggiunta alla quota ad esso spettante per legge(artt. 581-582 c.c.).

Si evince la volontà del legislatore di dar vita, anche in materia successoria,ad una nuova concezione della famiglia nella quale si realizza  una parificazione dei coniugi non solo sotto l’aspetto patrimoniale,ma anche sotto quello etico-sentimentale.Tutto questo sul presupposto che la ricerca  di un “nuovo alloggio”,possa arrecare  un grave danno psicologico e morale in quanto potrebbe compromettere la stabilità delle abitudini di vita del coniuge superstite, in aggiunta  al danno subito per la perdita dell’altro coniuge!!!

Tuttavia il fatto di attribuire al coniuge superstite una specifica tutela del suo interesse alla permanenza nella residenza familiare anche dopo la morte dell’altro coniuge,comporta delle conseguenze di carattere successorio riguardo all’ effettiva consistenza patrimoniale dell’asse ereditario. Conseguentemente ai fini del calcolo occorrerà “stralciare” il valore capitale dei diritti di abitazione e di uso dei mobili che la corredano, e poi dare luogo alla divisione tra tutti i coeredi della massa ereditaria, dalla quale viene detratto il suddetto valore,rimanendo compreso nell’asse il valore della nuda proprietà della casa e dei mobili.

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