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Crescita economica al rallentatore

del 24/02/2014

Secondo il Centro studi della Confindustria, la crescita dell’economia italiana resta ancora molto lenta, se non addirittura inesistente. Le previsioni inerenti l’incremento del PIL nel corso del quarto trimestre dell’anno passato sono state insoddisfacenti, con una timida crescita di appena un decimo di punto.Un simile andamento è la conferma di una risalita estremamente debole. “Nullo il trascinamento al 2014. I duri dati dell'economia italiana relativi a produzione industriale e occupazione, ribadiscono che la risalita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima ed è contrassegnata anche da scivoloni indietro, anziché dall'atteso graduale consolidamento", ha evidenziato Confindustria.

Secondo Confindustria, sono due le principali ragioni per una crescita da “moviola”: da un lato, l'incertezza da alta occupazione e, dall’altro, il basso utilizzo degli impianti. Questi fattori, coniugati ad aspetti aggravanti quali le ristrettezze del credito, la debolezza della domanda interna e la perdita accumulata di competitività, hanno impedito e ancora potrebbero impedire uno spedito andamento della ripresa economica italiana. Il parere è dunque che siano questi i “fattori su cui è urgente agire per evitare ulteriori danni al sistema economico".

Per quanto riguarda il 2014, Confindustria ha evidenziato dei segnali di tenuta, soprattutto in relazione al primo trimestre. Il parere del Centro studi è quindi quello che a gennaio si sia verificato un aumento dell’attività industriale pari a tre decimi di punto dopo la caduta di nove decimi registrata lo scorso dicembre. Il calo a 97,7 dal precedente 98,2 della fiducia nel manifatturiero è comunque fronteggiato grazie anche a un’evidente stabilità dei giudizi sugli ordini e a un chiaro miglioramento delle attese su produzione e ordini. Il capitolo lavoro ha però necessità di ulteriori e più incisivi interventi a favore dell’occupazione. Il punto è che “il calo degli occupati non si è ancora esaurito. Le attese delle imprese sull'occupazione per i primi tre mesi del 2014 sono ancora negative e fanno prevedere che la diminuzione proseguirà ad un ritmo simile a quello osservato nell'ultima parte del 2013. L'andamento della disoccupazione (12,7% a dicembre) dipenderà da quello della forza lavoro che è stata in leggera flessione a dicembre -0,2%. L'area del disagio lavorativo è molto più ampia".


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