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Meritocrazia, la Bicocca dà l’esempio

del 05/02/2014

Meritocrazia, la Bicocca dà l’esempio

Abbiamo sentito invocare il suo nome in ogni occasione in cui si discute del futuro dell’Italia. Anzi: la Meritocrazia sarebbe una di quelle panacee capaci di risolvere tutti i problemi italiani in un sol colpo. La domanda di sempre è: “allora perché non ci diamo da fare a realizzarla?”
La notizia che giunge dall’Università La Bicocca di Milano sembra muoversi concretamente in questa direzione.
Onore al Merito!
Gli studenti che si distinguano per votazioni medie alte possono ottenere crediti economici da 125 fino a un massimo di 500 euro. L’importo sarà caricato su un badge, spendibile per le più svariate attività di ambito studentesco: ad esempio Erasmus, acquisto di libri, iscrizione a corsi di vario genere e master.
Il progetto sarà partirà dal prossimo Anno Accademico. Ad adottarlo è stato adottato il consiglio di amministrazione dell’Università, divenuto di colpo, per questa sua decisione, un esempio meritevole di menzione e massima pubblicità a livello nazionale.
Gli studenti, ovviamente, hanno accolto con entusiasmo questa novità meritocratica. Hanno inoltre chiesto l’istituzione di un tavolo di lavoro per le borse di studio Cidis, che sono quelle assegnate grazie ai fondi regionali e che, a causa della crisi sono sempre meno elargite.
La seconda buona notizia, oltre alla decisione presa in seno al consiglio amministrativo, è che gli studenti meritevoli sono ben 1.033. Ad essere rimasti fuori da questa possibilità sono solo 428. A questo proposito, la proposta viene scontata: e se i livelli da raggiungere per beneficiare degli incentivi venissero innalzati, per dare ancor più vantaggi ai meritevoli? Il rischio, infatti, è che come accade spesso nelle iniziative “meritocratiche” di casa nostra, alla fine sono “tutti” meritevoli a discapito dei “veri” meritevoli...
Ma, ipotesi a parte, il Rettore, Cristina Messa, procede dritto per la sua strada e rassicura:
“L'università comunque ha anche borse di studio di ateneo per le quali i fondi sono stati incrementati e arrivano a 2.340.000 euro, l'1,5 per cento in più rispetto allo scorso anno”
Il finanziamento – pari a 500.000 euro - per questo bellissimo progetto è stato ricavato dal bilancio dell’ateneo in positivo e dalle rette versate dagli stessi studenti. I contributi che gli universitari riceveranno saranno spendibili entro due anni dall’erogazione, si possono utilizzare anche come quota in sconto della tassa d’iscrizione o iscrizione a Master.
Ulteriore nota positiva: i contributi di merito non sono legati alla fascia reddituale. Ciò è molto rilevante, anche in virtù delle recenti, e scandalose, notizie di falsificazione di indicatori ISEE in ambito universitario. Per una volta, dunque, a decidere del merito sono le prestazioni universitarie vere e proprie e non i presunti, e spesso mendaci, indicatori di benessere economico.
È bello pensare come, specialmente in un periodo come questo, la Cultura e lo studio sono i primi trampolini di lancio per affermarsi nella società. Il criterio di riferimento è semplice e ben conosciuto: meritocrazia. Basta volerlo raggiungere concretamente. Il beneficio, inutile dirlo, sarà dell’intera collettività.

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