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I trentenni vivono ancora in famiglia

del 27/01/2014

Secondo un’indagine che incrocia i dati derivanti dei diversi istituti di statistica europei, si evidenzia che uno dei più alti tassi di giovani tra i 25 e i 35 anni che vivono ancora nella casa paterna si trova proprio in Italia.

Secondo l’agenzia Quartz, al primo posto di questa classifica si trova la Slovacchia, dove vive ancora con la famiglia il 56,6% dei giovani compresi nella suddetta fascia di età. Al quinto posto v’è l’Italia con una percentuale del 46,6%. I Paesi del nord Europa si trovano agli ultimi posti, soprattutto quelli scandinavi, dove la percentuale di giovani che vivono ancora nella casa paterna è molto bassa. Si consideri infatti che, tra questi Paesi, il tasso più alto è in Norvegia con il 4,2%, poi in Svezia con il 4,1%, in Finlandia con il 4% e in Danimarca con l’1,8%.

L’incidenza della crisi economica che ha investito l’Europa su questo fenomeno che riguarda i gradi di indipendenza delle giovani generazioni, secondo un’altra analisi effettuata sui mutamenti comportamentali dal 2008 a oggi, si nota che la classifica subisce delle marcate rivoluzioni. In questo caso il primato è detenuto dall’Ungheria con una maggiorazione del 9,2%, poi vi è Malta con l’aumento del 6,3% e la Romania con un incremento del 5,4%. Per quel che concerne l’Italia, vediamo che in cinque anni, nonostante la difficile congiuntura economica, la tendenza è mutata in salita acquisendo solo un punto e mezzo di percentuale. Quindi emerge un fattore importante che riguarda il rapporto tra l’alto tasso di giovani che vivono in casa e la crisi economica. In sostanza, quest’ultima non avrebbe influenzato tale tendenza che invece sarebbe un fattore culturale tipico dell’Italia. Parimenti interessante, su questo filone d’indagine, è il dato relativo alla Spagna. Nel Paese iberico, infatti, nonostante il periodo critico sia stato ben più rigido di quello vissuto in Italia, la percentuale si è addirittura ridotta dell’1,7%. La spiegazione di un simile fenomeno è che il Paese ha dovuto fronteggiare un’ardua recessione, una buona parte della popolazione giovanile tra i 25 e i 34 anni ha dovuto lasciare il Paese in cerca di una occupazione. A non aver subito alcuna variazione invece è stata la Svezia, dove la crisi economica non ha influito né in maniera negativa né positiva sul trend.

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