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Fotovoltaico settore in crisi

del 09/01/2014

Fotovoltaico settore in crisi

Fotovoltaico: è stato uno dei settori su cui negli ultimi anni si era posta molta speranza di sviluppo economico, non solo per ciò che riguarda, la possibilità di innovare i sistemi di approvvigionamento di energia ecologica ma anche perché la nascita di nuove imprese ha fatto pensare, per un periodo, all’occasione per garantire nuovi posti di lavoro che si credevano sarebbe aumentata in maniera esponenziale considerando il trend iniziale.

Dopo una prima fase in cui effettivamente si è costatato che il settore stava espandendosi producendo posti di lavoro, complice la crisi che non ha conosciuto battute di arresto e ha avviluppato ogni settore economico, scopriamo che anche chi pensava di aver trovato garanzia d’impiego attraverso le imprese di produzione di energia fotovoltaica hanno dovuto scoprire a loro spese l’amara realtà: il settore è fortemente in crisi.

Rispetto al 2011, nel 2013 i posti di lavoro sono addirittura dimezzati. Non è tutto: anche il fatturato delle imprese ha subito un dimezzamento. È l’amara realtà che si scopre grazie all’allarme lanciato da Anie-Gifi che durante l’incontro con il Consorzio delle Banche Popolari, ha presentato i risultati di un’indagine realizzata passando al setaccio la realtà imprenditoriale del settore.

Dati alla mano, si evince che nei primi nove mesi del 2013, le imprese del settore fotovoltaico hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione il doppio rispetto al 2012. Quest’anno i lavoratori in cassa integrazione sono passati dai circa 2000 dello scorso anno agli attuali circa 4000.

Emilio Cremona, presidente di Anie-Gifi, ha dichiarato: “La sopravvivenza del settore è a rischio. Sono oltre otto mila i lavoratori del fotovoltaico che dal 2011 hanno perso il lavoro. La visione negativa che è stata proposta negli ultimi mesi dai vari stakeholder, aziendali e istituzionali, non rende assolutamente merito a un settore che ha investito fortemente in ricerca e sviluppo consentendo la riduzione di quasi l'80% dei costi della tecnologia per gli utenti finali”.

Le motivazioni alla fonte della crisi del settore sono presto dette: riduzioni delle commesse, diminuzione considerevole degli investimenti e aumento della cassa integrazione. Un cocktail esplosivo.

Oltretutto, accade anche che, quando un settore economico subisce gli scossoni della crisi, conseguentemente questa crisi genera altri effetti deleteri a cascata sull’economia nazionale. Si rifletta, infatti, come, ogni volta che un’impresa ricorre alla Cassa Integrazione, le casse del Tesoro subiscano una nuova emorragia, che andrà rimpinguata in qualche modo. Pesando ulteriormente sulle spalle di tutta la popolazione. Un cane che si morde la coda.

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