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Un altro anno di aumenti per i pedaggi autostradali

del 09/01/2014

Un altro anno di aumenti per i pedaggi autostradali


Dal primo Gennaio, 2012, i pedaggi autostradali di tutta Italia hanno subito degli aumenti implicando una maggiorazione nelle spese degli automobilisti e nei rispettivi bilanci economici familiari. L’aumento dei pedaggi era comunque già previsto dai vigenti contratti di concessione. In media i pedaggi autostradali, nel corso del 2014, andranno a costare il 3,9% in più. Un tale incremento delle tariffe fa da apripista a una serie di rincari, che, caratterizzerà il calendario fiscale di questo primo mese del tanto atteso nuovo anno. Il rincaro dei pedaggi, nonostante la citata quota media, potrebbe in alcuni casi arrivare a livelli ben più alti, come la Venezia-Padova con un aumento che arriva al 400%!!!

Sul punto è intervenuto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, chiarendo che “a fronte di richieste che per alcune tratte arrivavano al 18%, l'incremento si è fermato a una media del 3,9%”. Lo stesso capo del dicastero ha comunque aggiunto che sono previsti incontri con AISCAT, l'associazione delle concessionarie, "con cui avviare un dialogo per verificare strade nuove e consensuali rispetto agli attuali automatismi di adeguamento delle tariffe".

Come si è potuto intuire, le maggiorazioni approvate in maniera congiunta dai Ministeri dei Trasporti e dell'Economia possono raggiungere punte superiori all'8% ma anche dar vita a situazioni nelle quali non si registra alcuna variazione. Dunque, s’è detto che l’aumento è in media pari al 3,9%, sebbene le società concessionarie ne avessero proposto uno pari al 4,8%. Andando nel dettaglio, vediamo che sull'A5 Torino-Aosta, ci saranno aumenti del 15%; sull'A4 Venezia-Trieste del 12,9%, mentre sul Passante di Mestre i rincari arriveranno a un + 13,5%. Sulla tratta Asti-Cuneo i pedaggi saranno più alti del 7,2% e sulle Autovie venete del 12,91%. Sulle autostrade A24 e A25, ossia quelle da Roma per L'Aquila e Pescara, l’incremento sarà dell'8,28%. Come abbiamo accennato, per quel che concerne la tratta Venezia-Padova saremo al cospetto di un aumento eccezionale del 400%, con un passaggio da 70 cent a tre euro. Rimangono invece sotto la media le maggiorazioni dell’Autostrada dei fiori (3,7%), della Torino-Savona (2,24%) e della tangenziale di Napoli (3,59%).

Non hanno tardato a farsi largo le proteste. I primi a prendere la parola sono stati l'Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni dei Trasporti e la Cna-Fita. Secondo l’Osservatorio, lo specchio di rincari poc’anzi illustrato risulta a dir poco ingiustificato. È lo stesso presidente Dario Balotta che chiarisce come da anni “gli aumenti dei pedaggi vengono investiti in attività finanziarie o vengono utilizzati per partecipazioni societarie anziché per nuovi servizi o nuove opere per gli automobilisti". Anche il presidente della Cna-Fita, Cinzia Franchini, è intervenuto rivolgendosi direttamente al capo del governo, Enrico Letta. Al presidente del Consiglio la Franchini chiede un cambiamento di rotta che non contempli dei nuovi aumenti dei pedaggi, quanto invece interventi mirati nei punti in cui se ne rilevi la necessità. Se si continua ad aumentare i pedaggi, scrive Franchini, "non ci si potrà lamentare se i forconi del 9 dicembre scorso saranno nuovamente inforcati".

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