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Ancora in calo i prestiti nel settore privato

del 07/01/2014

Come riportato in questi giorni dalla Banca centrale europea, il clima del credito al settore privato è in forte peggioramento. Il rapporto della BCE fa riferimento ai dati aggiornati a Novembre 2013; i dati si riferiscono ai prestiti concessi dagli istituti finanziari rientranti nell’asse costituito dalla Banca centrale europea.

Il credit crunch, nonostante i tassi lasciati stabili o abbassati per un lungo periodo, sta conoscendo ampia espansione restringendo le vie per ottenere liquidità alle quali erano finora avvezzi le realtà imprenditoriali del settore privato, soprattutto quelle di media e piccola distribuzione, quanto anche per quel che concerne i nuclei familiari. Dunque a novembre il trend annuale dei prestiti riconosciuti al settore privato si è contratto perdendo il 2,3%, vale a dire un decimo di punto in più rispetto al peggioramento registrato nel precedente mese di ottobre.

Prendendo in considerazione, in primis, i nuclei familiari, vediamo che l’andamento ha guadagnato un decimo di punto percentuale nell’analisi generale. Tuttavia si è però manifestato un calo per quel che concerne il confronto con il mese presedente, su ottobre 2013 infatti si è perso lo 0,2%. È rimasta invece invariata allo 0,9% la dinamica dei prestiti immobiliari. In riferimento alle imprese, assistiamo a un netto peggioramento se prendiamo in considerazione quelle non finanziarie. Nei confronti di questi ultimi soggetti si è verificato un credit crunch dalla forte mole, con un calo dei prestiti pari al 3,9% e un evidente peggioramento rispetto al -3,8% del mese prima. Nel nostro Paese a novembre le imprese hanno fatto registrare una perdita del 5,9%, conseguendo così il risultato più forte dall’inizio delle serie storiche. Lo scenario diventa però ancora più nero se si valuta il calo del 9,1% che ha tristemente riguardato i prestiti concessi agli intermediari non finanziari, esclusi i fondi pensione e le assicurazioni.

È comunque aumentato il livello di liquidità presente all’interno del sistema finanziario. A rilevarlo è la stima effettuata sulla massa monetaria M3, che è appunto l’indicatore che racchiude questa liquidità. In base a tali stime, nel mese di novembre la massa monetaria M3 è aumentata dell'1,5% in rapporto all’anno precedente, tendenza alla crescita che ha seguito il +1,4% registrato a ottobre. È stato poi conseguito un rialzo dell'1,7% per quel che concerne la media a tre mesi, vale a dire quella registrata da settembre a novembre. Nei tre mesi terminati a ottobre la media era stata del +1,9%.

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