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Quasi povero un italiano su tre

del 18/12/2013


La povertà è il nuovo spettro col quale il Paese deve fare i conti. Secondo quanto riportato dall’ISTAT che ha recentemente diffuso il Report su reddito e condizioni di vita del 2012, in Italia, lo scorso anno il 29,9% della popolazione, vale a dire un terzo degli italiani, è stata a rischio di povertà o esclusione sociale.
Nel confronto su base annua, i dati del 2012 hanno rilevato un aumento dell’1,7% dell’indicatore a causa soprattutto dell’aumento della quota di persone in famiglie severamente deprivate, che è passato dall'11,2% del 2011 al 14,5% dell’anno scorso.
È invece stabile al 19,4% la quota di persone che vivono in famiglie a rischio di povertà, laddove la medesima quota aveva subito un forte aumento nel passaggio dal 2010 al 2011. Stazionaria anche la quota inerente la bassa intensità lavorativa, che dal 2010 si aggira intorno al 10,3%. Nelle regioni del Meridione, secondo il rapporto dell’istituto nazionale di statistica, la situazione appare peggiore rispetto al resto d’Italia.
Al sud infatti il 48% della popolazione residente è a rischio di povertà ed esclusione. La severa deprivazione, diffusa comunque per tutto il Paese, risulta quindi più evidente proprio nel Mezzogiorno con un aumento del 5,5% e un passaggio dal 19,7% al 25,2%.
Nel nord l’aumento è stato del 2%, generando un passaggio dal 6,3% all'8,3%, mentre al centro si è verificata una maggiorazione di 2,6 punti con un passaggio dal 7,4% al 10,1%. A sentire in misura maggiore il rischio di povertà o esclusione sociale sono le famiglie numerose (39,5%) o monoreddito (48,3%). Tuttavia risulta in aumento tendenziale nel 2012 anche la percentuale tra gli anziani soli (dal 34,8% al 38,0%); poi, come abbiamo accennato, vi sono i monogenitori (dal 39,4% al 41,7%) e i nuclei familiari con tre o più figli (dal 39,8% al 48,3%), qualora in famiglia vi siano almeno tre soggetti al di sotto dei diciotto anni.

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