Secondo quanto riportato dall’ISTAT, in ottobre, l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a settembre, che aveva fatto registrare altresì una variazione positiva.
Per ciò che concerne l’indice tendenziale, per la ventiseiesima volta consecutiva, il saldo su base annua della produzione industriale è negativo, con una flessione dello 0,5%. Si tratta tuttavia del miglior dato dall'agosto 2011.
Nel complesso, nei primi dieci mesi dell’anno in corso, il calo della produzione industriale è stato del 3,6% grezzo, è quindi evidente che l’anno andrà a chiudere in negativo, così come era avvenuto nella scorsa annualità con una perdita complessiva finale del 6,4%.
La sola variazione negativa dell'indice destagionalizzato emersa a conclusione del mese di ottobre ha riguardato i beni energetici con un’entità in perdita pari a nove decimi di punto percentuale. La salita procede invece graduale e apprezzabile per i beni di consumo (+0,8%), i beni intermedi (+0,6%) e i beni strumentali (+0,5%).
I settori di attività economica che hanno fatto registrare una maggiore crescita nel confronto annuo sono stati i prodotti farmaceutici (+14,9%) e le apparecchiature elettriche e per uso domestico (+9%). Al contrario, per quel che concerne le flessioni al ribasso, l’Istat evidenzia che le maggiori diminuzioni si sono verificate nei settori dell'attività estrattiva (-13,2%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-11,4%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-6,4%).
Per ciò che concerne l’indice tendenziale, per la ventiseiesima volta consecutiva, il saldo su base annua della produzione industriale è negativo, con una flessione dello 0,5%. Si tratta tuttavia del miglior dato dall'agosto 2011.
Nel complesso, nei primi dieci mesi dell’anno in corso, il calo della produzione industriale è stato del 3,6% grezzo, è quindi evidente che l’anno andrà a chiudere in negativo, così come era avvenuto nella scorsa annualità con una perdita complessiva finale del 6,4%.
La sola variazione negativa dell'indice destagionalizzato emersa a conclusione del mese di ottobre ha riguardato i beni energetici con un’entità in perdita pari a nove decimi di punto percentuale. La salita procede invece graduale e apprezzabile per i beni di consumo (+0,8%), i beni intermedi (+0,6%) e i beni strumentali (+0,5%).
I settori di attività economica che hanno fatto registrare una maggiore crescita nel confronto annuo sono stati i prodotti farmaceutici (+14,9%) e le apparecchiature elettriche e per uso domestico (+9%). Al contrario, per quel che concerne le flessioni al ribasso, l’Istat evidenzia che le maggiori diminuzioni si sono verificate nei settori dell'attività estrattiva (-13,2%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-11,4%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-6,4%).
