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Dare disdetta dal contratto di locazione

del 28/11/2013

Dare disdetta dal contratto di locazione

La disdetta del contratto di locazione è atto di recettizio. Produce, quindi, i suoi effetti, sia in termini sostanziali che ai fini del computo dei termini, a decorrere dal momento in cui venga ricevuta dal destinatario.

Nella pratica quotidiana il mezzo prescelto per la comunicazione di tale tipologia di atti è la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Tuttavia, la Corte di Cassazione, ritornando ad affrontare l'argomento, ha ritenuto pure idonea allo scopo la disdetta inviata con raccomandata senza avviso di ricevimento,

Ciò in quanto la ricevuta di spedizione rilasciata dall'ufficio postale, avuto riguardo e considerazione della regolarità del servizio postale italiano, è sufficiente a far presumere l'arrivo dell'atto spedito al domicilio del destinatario. (ovviamente la presunzione non opera se l'agente postale rispedisca il plico al mittente).

Il recapito del plico fa a sua volta scattare un'altra presunzione, stavolta di legge (art. 1335 c.c.), circa la conoscenza dell'atto e del suo contenuto da parte del destinatario, salvo prova contraria da questo offerta.

In particolare il destinatario dovrà dimostrare la verificazione di un evento eccezionale ed estraneo alla sua volontà, che abbia, quindi, determinato - senza colpa del destinatario - l'impossibilità a conoscere l'atto inviatogli.

Altra eccezione che il destinatario potrebbe sollevare a riguardo è la ricezione di un testo difforme da quello indicato dal mittente.

Anche il tal caso l'onere della prova graverà sul destinatario, sempre che il mittente esibisca copia dell'atto inviato. Diversamente il destinatario verrà sollevato dal predetto onere di prova.

Non gioverà in alcuno al destinatario, l'asserire per la prima volta in giudizio, di aver ricevuto un plico vuoto.

Si tratta di una eccezione banalissima molto ricorrente nella pratica quotidiana, ma giudicata priva di qualsiasi rilievo e pregio giuridico.

Sostiene, infatti, la Corte di Legittimità che l'invio di una busta vuota costituisce una particolare anomalia (riconducibile ad errore del mittente) che il destinatario, secondo il generale principio di correttezza, deve prontamente segnalare all'altra parte contrattuale che ha spedito il plico, senza perciò attendere l'instaurazione di un giudizio.

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