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Il Diritto di Cronaca

del 20/01/2014

In tutti gli ordinamenti che vogliono definirsi democratici, è pacifico il diritto di tutti ad essere informati al fine di potersi orientare in maniera libera fra le varie valutazioni rispetto ad una determinato caso. Il diritto di cronaca per essere correttamente esercitato, deve essere operato in presenza di tre specifici requisiti:
-La verità della notizia diffusa
-La pertinenza, ossia il pubblico interesse alla conoscenza dei fatti
-La continenza, intesa come correttezza formale dell'esposizione 

Per quanto riguarda il requisito della verità si fa riferimento, nello specifico, all'esposizione dei fatti caratterizzata dalla correlazione tra quanto viene narrato oggettivamente e quanto realmente accaduto. Il requisito della verità deve essere rispettato soprattutto in riferimento al nucleo centrale della notizia.

Tuttavia, se la notizia si rivela falsa successivamente, l'operatore non incorre in responsabilità se dimostra di aver acquisito la notizia osservando la normale diligenza che viene richiesta in questi casi, sì da far sì che si consideri incolpevole l'errore da lui commesso.

Quindi, in tali casi, si parla di "verità putativa" in contrapposizione alla "verità oggettiva", che è invece l'elemento necessario per il corretto esercizio del diritto di cronaca. In altre parole, l'operatore nell'esercizio della sua professione, è tenuto a controllare scrupolosamente la verità dei fatti e l'attendibilità delle fonti utilizzate, diversamente incorrerà nelle sanzioni di legge.

Il requisito della pertinenza della notizia, sta ad indicare che la notizia debba esprimere un rilievo e una proporzione di interesse generale. La notizia deve riferirsi a fatti rilevanti per la comunità di riferimento, sia per il suo profilo culturale, sociale, politico e anche morale.

Il requisito della continenza sta ad indicare l'esigenza che la forma adottata dall'operatore che diffonde la notizia non utilizzi termini non civili, aggressivi, sleali.

Attraverso il requisito della continenza si tenta di far sì che il linguaggio utilizzato per la diffusione della notizia rispetti dei canoni di civiltà necessari ad una corretta ed equilibrata convivenza civile. 

Rispettare questi delicati equilibri si è rivelato spesso cosa assai difficile, anche e soprattutto nell'ottica di un sistema di informazione sempre più libero, incontrollato e accessibile a tutti. Tuttavia, la giurisprudenza e le norme approntate nel nostro ordinamento, ad avviso di chi scrive, sono uno strumento validissimo per la regolamentazione e per la tutela del diritto di cronaca.

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