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Genova, nasce il primo mercato a km zero

del 15/10/2013

Genova, nasce il primo mercato a km zero

Il principio è semplice: vendere i prodotti agricoli di un territorio su quello stesso territorio. Una regola applicata in tutto il mondo fino poco tempo fa, in assenza di grandi reti di comunicazione, ma che oggi diventa un obiettivo di modernità e progresso culturale ancora da raggiungere. Per dirla in poche parole, infatti, questo è quello che si chiama “Consumo sostenibile”.

Ed è proprio questa la parola d’ordine che anima il progetto del primo mercato a chilometro zero in Italia, di recente apertura a Genova.

Il nuovo mercato

Tutto è partito dalla buona volontà e dalla passione di un gruppo di imprenditori che ha da subito sposato l’dea del progetto del primo mercato a chilometro (quasi) zero per Paese. Il gruppo ha, prima di tutto, completamente ristrutturato il Mercato rionale nella centralissima zona Carmine di Genova e dato casa al nuovo modello di mercato sostenibile, esteso su un’area di circa 500 metri quadrati che era totalmente inutilizzata da diversi anni.

Per la sua ristrutturazione, il Comune di Genova ha messo sul piatto un finanziamento di un milione di euro. Al milione iniziale, come ricorda il Presidente del Consorzio Mercato del Carmine – Giovanni Battista Costa – ci sono voluti altri 400.000 euro, ottenuti grazie a un finanziamento ottenuto dal Banco di Chiavari. Soldi spesi bene, in definitiva, come conferma l’Assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria, Francesco Oddone, che si dice molto soddisfatto per la realizzazione dell’opera.

Un nuovo modello di economia

L’obiettivo di tutti coloro che si sono prodigati a vario titolo e livello per far si che questo progetto vedesse la luce è proprio questa. Come sempre, le buone idee, diventeranno anche una risorsa economica per il territorio: è stato già stimato un volume di affari di circa 2,5 mln di euro nel primo anno dall’apertura.

Ma cosa è possibile acquistare nel novello mercato sostenibile? Pesce freschissimo, che giunge quotidianamente da un Consorzio di pescatori liguri. Frutta e verdure, sempre esclusivamente regionali, formaggi, carni e salumi di altissima qualità.

Non manca un ristorante ad hoc che propone ai visitatori del mercato piatti cucinati con i prodotti del territorio (venduti nel nuovo mercato) e accompagnati da vini della tradizione enogastronomica locale. Il ristorante sarà aperto ogni giorno dalle 8 del mattino fino alle 24:00.

Altre piccole chicche: il mercato sostenibile di Genova offre anche un distributore di buon latte fresco – manco a dirlo di produzione ligure – il cui costo è stato fissato a un euro al litro.

E ancora. Tutti i prodotti deperibili che a fine giornata restano invenduti, vengono messi all’asta e così smaltiti senza alcun tipo di spreco, garantendo inoltre la massima affidabilità in quanto a freschezza specialmente in caso di pesce e carne. Altra idea che bisognerebbe diffondere a livello nazionale.

Non è finita: c’è un corner con WiFi libero e anche un’isola pensata per chi volesse, sempre all’interno dell’area mercato, organizzare degli eventi culturali.

Che altro aggiungere? Non resta che organizzare una visita al mercato sostenibile a chilometro (quasi) zero di Genova o attendere che presto lo stesso progetto venga replicato in ogni regione italiana.

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