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Donazioni, Italia generosa anche in tempi di crisi

del 09/10/2013

Donazioni, Italia generosa anche in tempi di crisi

Singolare il tema d’indagine, singolari i suoi risultati. Lo studio statistico è firmato da IPR Marketing per Il Sole 24 Ore e, nonostante i tempi di crisi economica così buia, ha come oggetto le donazioni di solidarietà, terreno sul quale gli italiani si sono sempre mostrati generosi nei confronti di chi ha bisogno del sostegno di tutti.

Nonostante la contrazione dei consumi e l’impoverimento generale, il risultato stupisce. Non che le donazioni siano in crescita, questo no, purtroppo. Ma si può dire che, rispetto al 2012, non si è nemmeno invertita la tendenza alla generosità: un italiano su tre sceglie ogni anno di destinare una cifra a questo atto di solidarietà realizzabile attraverso varie forme (sms, raccolte telefoniche, versamenti bancari, etc.).

Il campione analizzato per l’indagine ha verificato le azioni di mille cittadini italiani.

Si è registrato addirittura un piccolo rialzo – pari al 2% - rispetto al 2011 per ciò che riguarda il numero di donatori, rimasti comunque più o meno simili numericamente parlando: un terzo della popolazione, appunto.

Quanti soldi abbiamo donato?

Le rogazioni prese in esame sono quelle che vanno dai 50 ai 100 euro e dai 100 ai 200. Nelle due fasce prese in esame, si è addirittura valutato un aumento nelle elargizioni.

Si è sollevato anche un punto particolarmente interessante: in salita le donazioni più sostanziose; in calo – seppur lieve – le donazioni minori, quelle che sono al di sotto dei 50 euro.

A quanto pare i più ricchi continuano a essere generosi, fortunatamente. Di contro, le famiglie in cattive acque e il ceto medio sempre più impoverito, evidentemente, pensano due volte, e non per durezza di cuore, a donare i pochi euro di turno in beneficienza.

L’identikit del donatore nazionale

Il 41% delle donazioni complessive sono state versate al Nord, che si aggiudicala coppa della generosità italiana.

Il donatore è sostanzialmente adulto, over 55: le percentuali in questo caso salgono al 57% contro un ben più basso 20% dei donatori della fascia d’età che va dai 35 ai 54 anni.

I giovani? Fanalino di coda con il 23%, ma non c’è da biasimarli: molti non lavorano, sono precari o stanno ancora studiando.

Altra caratteristica del donatore italiano, poi, è la fedeltà alle organizzazioni verso le quali elargisce le sue donazioni: l’85% del campione preso in esame per lo studio, infatti, ha dichiarato di aver scelto ancora le stesse organizzazioni degli anni precedenti. Solo  i giovani presentano attitudine al cambiamento: nel 55% dei casi hanno deciso di cambiare.

Scopriamo poi quali siano i canali di comunicazione che impattano sulla popolazione al fine di realizzare i dati che stiamo analizzando. Nella maggior parte dei casi, è l’esperienza diretta a far decidere per la donazione mentre le varie tipologie di campagne pubblicitarie messe in atto dalle varie organizzazioni benefiche – newsletter, pubblicità via posta tradizionale e stampa nazionale – restano più o meno alle stesse percentuali attestatesi negli anni precedenti. Chi opera a contatto con le persone, insomma, sembra essere premiato.

Come ultimo dettaglio, si noti che fra le modalità di versamento utilizzate dai donatori prevale l’utilizzo del bollettino di conto corrente postale, anche grazie al fatto che le tariffe applicate agli Enti in questione sono state moderate e lo hanno reso, quindi, il mezzo più diffuso per la raccolta delle donazioni.

Consoliamoci almeno con questo: gli italiani in crisi restano sempre generosi, e questo ci fa onore.

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