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I genitori sono incapaci, i figli sono adottabili

del 27/09/2013

Lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità ricorre allorquando i genitori non sono in grado di assicurare al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabile per lo sviluppo e la formazione della sua personalità e la situazione non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio, tale essendo quella inidonea per la sua durata a pregiudicare il corretto sviluppo psico-fisico del minore”. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la pronuncia 10 luglio del 2013, n. 17096.

Le argomentazioni adottate dalla Suprema Corte muovono da precisi presupposti: la difficile situazione economica familiare, l’incapacità genitoriale, la mancanza di nuclei parentali idonei a sostenere la coppia o a sostituirla temporaneamente fino a quando perdura lo stato di difficoltà nella gestione dei figli. Inoltre,tutte le volte in cui non è possibile riscontrare un “effettivo legame”  tra minori e parenti, tale da poter procedere ad un affidamento familiare, viene dichiarato lo stato di adottabilità degli stessi.

Presupposto necessario per la dichiarazione di adottabilità del minore è, ai sensi dell’art. 8, L. 184/1983,lo stato di abbandono il quale comporta il sacrificio dell’esigenza primaria di crescita in seno alla famiglia biologica solo quando la vita offertagli dai genitori naturali sia talmente inadeguata da far considerare la rescissione del legame familiare come l’unico strumento adatto ad evitargli un più grave pregiudizio e ad assicurargli assistenza e stabilità affettiva in sostituzione di quella negatagli nella famiglia naturale.

Lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità ricorre, dunque, quando i genitori non sono in grado di assicurare al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabile per lo sviluppo e la formazione della sua personalità e la situazione non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio. Quest’ultima sussiste allorquando  “un ostacolo esterno” s’impone alla volontà dei genitori impedendo loro di esercitare la potestà genitoriale e che il legislatore ha qualificato come “transitorio” nel senso che deve essere necessariamente correlato al tempo di sviluppo compiuto e armonico del minore stesso.

La legge n. 184 del 1983, all'art.1 afferma che “il diritto del minore è quello di  vivere e crescere nella propria famiglia fino a quando ciò non comporti conseguenze gravi ed irreversibili sul suo sviluppo psicofisico ,  e l'art. 8 della stessa legge definisce la situazione di abbandono come mancanza di assistenza materiale e morale. Pertanto, nei casi in cui i genitori ( o uno di essi) si rivelino incapaci di soddisfare le necessità anche più semplici di accudimento dei figli che determinino gravissimi problemi di ritardo nello sviluppo psicofisico dei bambini, occorre dichiarare lo stato di abbandono dei minori e conseguentemente la loro adottabilità.

Il diritto del minore di essere allevato dalla famiglia di origine deve cedere il passo a situazioni diverse, poste a tutela e nell’interesse del minore, davanti all’evidente pregiudizio che deriva dal rapporto genitoriale in situazioni critiche e problematiche.

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