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Legittimo copiare agli esami di Stato

del 23/09/2013

Legittimo copiare agli esami di Stato

Chi non l’ha fatto mai? Copiare durante un esame o una prova scolastica resta una delle esperienze più diffuse nel trascorso di ognuno. Molti ricorderanno anche le gravi sanzioni, disciplinari e no, che hanno accompagnato l’eventuale scoperta dell’infrazione commessa, vera e propria colpa civica e morale.

Eppure, strano a dirsi, per una volta è proprio la Legge italiana a mettersi dalla parte dei copioni. Badate bene, studenti del Bel Paese: può succedere solo in alcuni casi particolari.

Vediamoli in dettaglio, allora, continuando a sottolineare che copiare non si deve, non fa onore a chi tenta di farlo e, soprattutto, non lo aiuta ad affrontare, dopo la scuola, le tante prove che la vita gli metterà di fronte quando non ci sarà la possibilità di sbirciare la soluzione dal compagno di banco.

La vicenda

Seguendo la lettera dell’art. 12 comma 5 dell’Ordinanza Ministeriale N° 41/2012, la Commissione d’esame aveva escluso dagli Esami di Stato una ragazza sorpresa a copiare un intero passo dallo schermo del proprio smartphone, nascosto malamente sotto il proprio banco.

La studentessa ha però presentato ricorso al TAR della Regione Campania. Il tribunale ha rigettato l’istanza come non valida adducendo la motivazione che, anche quando si tratta di Esami di Stato, possono essere applicate le sanzioni previste nell’ambito dei concorsi pubblici, con particolare rilievo per ciò che riguarda il DPR N° 323/1998 all’art. 13.

Non soddisfatta dalla decisione del Tribunale Amministrativo, la ragazza tramite il proprio legale è ricorsa nientemeno che al Consiglio di Stato.

La Difesa ha fondato il ricorso in appello sulla base del carattere non vincolante della sanzione oggetto della questione, evidenziando peraltro come proprio all’interno dell’art. 13 comma 1 del DPR 323/1998 sia detto chiaramente che la valutazione dell’esaminando deve essere stabilita da un complesso di fattori come, ad esempio, il curriculum scolastico e le competenze acquisite durante il percorso formativo. Prima dell’esame vero e proprio, dunque.

La valutazione in sede di esame di uno studente, allora, deve essere complessiva del percorso di studi condotto fino a quel momento e anche della peculiare personalità del soggetto.

Discorso diverso dalla situazione dell’esaminando di un concorso pubblico: la qualità del percorso individuale vale solo nella misura in cui viene dimostrata nella prova d’esame così come il comportamento durante l’atto dell’esame diventa determinante sul suo esito, ecco spiegata la lettera dal succitato art. 12, comma 5 dell'O.M. n. 41/2012.

La studentessa in questione, durante gli anni del percorso scolastico, aveva costruito un eccellente percorso scolastico, cosa che non poteva essere ignorata nella necessaria valutazione complessiva.

Resta da chiedersi, allora, perché abbia sentito la necessità di copiare durante la prova. Ma questa è un’altra storia dato che, nel frattempo, la Corte ha annullato la sentenza del TAR.

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