Con il D.L. 63/2013, è stata introdotta un’agevolazione
fiscale a favore di chi decide di ristrutturare un immobile per favorire il
risparmio energetico. L’articolo 14,
comma 2, recita: “La detrazione spettante
ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data
di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi
relativi a parti comuni degli edifici condominiali…”.
Vediamo nel dettaglio
che cosa significa… Innanzitutto per agevolazione si intende la possibilità di
detrarre l’imposta IRPEF dal calcolo delle tasse dovute e il 65% deve essere
calcolato solo per le ristrutturazioni effettuate dal 6 giugno 2013 al 31
dicembre 2013.
Già con il DL 83/2012 (Decreto Crescita) era stata introdotta una
detrazione per il risparmio energetico, nella misura del 55%, che poteva essere
applicata fino al 5 giugno 2013.
Quindi abbiamo due percentuali da tenere in
considerazione: per tutte le ristrutturazioni dal 1 gennaio 2013 al 5 giugno
2013, va applicata una detrazione del 55%, mentre per le ristrutturazioni dal 6
giugno 2013 al 31 dicembre 2013 va applicata un’aliquota del 65%.
Altra differenza tra il DL 83/2012 e il DL
63/2013 è che nel primo rientravano le spese per la sostituzione di impianti di
riscaldamento, mentre con il nuovo Decreto no. Chi ne può usufruire? Privati, società di persone, associazioni,
enti pubblici.
Non è necessario essere proprietari. Gli unici contribuenti
esclusi dagli sgravi fiscali sono: le imprese di costruzione e le imprese di
ristrutturazione. In che modo si usa il
bonus fiscale?
Obbligatoriamente bisogna detrarre il bonus energetico in dieci
anni, suddivisi in quote di uguale importo. Es: viene ristrutturato un
appartamento per un totale di 10.000 euro, quindi 1.000 euro all’anno. Si
calcola, in fase di dichiarazione dei redditi annuale, la quota IRPEF da
versare allo Stato e da questa di detrae la quota (1.000 euro).
Se per un anno non si supera la quota spettante, la differenza non viene rimborsata ma a tutti gli effetti possiamo parlare di “soldi persi”.
