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Tornano le agevolazioni sulle ristrutturazioni immobiliari

del 10/06/2013

Dopo settimane d’indiscrezioni e continue pressioni da parte di tutto il comparto dell’edilizia, martoriato da una crisi che non ha precedenti dal secondo dopoguerra ad oggi, finalmente il Consiglio dei Ministri del 31 maggio scorso ha dato parere positivo al varo di un D.L. che proroga, almeno a fine 2013, ed in alcuni casi fino a giugno del 2014, gli incentivi sulle ristrutturazioni edilizie e quelli per il risparmio energetico.

A fare la parte del leone è stato il cd. eco bonus: a partire dal prossimo 1° luglio e per i successivi 6 mesi, infatti, le spese per la riqualificazione energetica degli edifici si gioveranno di una detrazione che passerà dall’attuale 55% alla nuova percentuale del 65%, pur se verranno parzialmente ridotti i limiti di spesa agevolabili per i vari interventi. Inoltre, per le opere concernenti le parti comuni dei condomini, l’agevolazione scadrà addirittura a giugno del prossimo anno. In estrema sintesi possiamo dire che ricadranno nel perimetro degli incentivi al risparmio energetico gli investimenti nel solare termico e per l’adozione delle nuove caldaie a condensazione, gli interventi per l’isolamento di pareti e tetti, nonché quelli per l’efficientamento energetico complessivo di edifici già esistenti. Non verranno più riproposti, di contro, gli attuali incentivi per gli impianti di riscaldamento con pompe di calore, gli impianti geotermici e la sostituzione dei tradizionali scaldacqua con scaldacqua a pompa di calore.

Per quanto riguarda, invece, l’ormai “classica” agevolazione per le ristrutturazioni edilizie, la novità consiste in una proroga di altri 6 mesi, quindi fino a tutto dicembre 2013, della maxi detrazione del 50% degli oneri sostenuti, con un valore massimo di spesa non superiore a 96 mila euro per unità immobiliare (facciamo presente che fino al 30/06/2012 la detrazione era pari solo al 36% e su un tetto di importo dimezzato).

In questa sede ci sembra opportuno ricordare che gli interventi agevolabili riguardano i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia eseguiti sulle parti comuni degli edifici residenziali e quelli effettuati sulle singole unità immobiliari, con la sola esclusione, in questa ipotesi, della manutenzione ordinaria (si veda l’art. 16 bis del TUIR).

Del beneficio può usufruire qualsiasi soggetto IRPEF che possieda o detenga un immobile oggetto d’interventi agevolabili, purché effettui i pagamenti delle spese tramite bonifico (indicando causale, codice fiscale di chi paga e partita IVA del beneficiario) e conservi le relative fatture. La detrazione fiscale andrà poi ripartita in 10 anni ed evidenziata in sede di Dichiarazione dei redditi.

Da ultimo il D.L. ora in commento ripropone una quasi novità: l’agevolazione sull’acquisto di mobilio legato ad un intervento di ristrutturazione edilizia. Inizialmente si era parlato di mobili “fissi”, compresi quindi nella muratura (come ad esempio armadi a muro o cucine), ma dalla lettura del Decreto la realtà appare diversa e più favorevole al contribuente: l’art. 16 parla, infatti, genericamente di “acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”, quindi sì cucine, ma anche sedie, tavoli, comodini, mentre restano espressamente esclusi gli elettrodomestici (a differenza di quanto invece ammesso con il precedente Decreto del 2009).

Più nel dettaglio l’agevolazione nell’acquisto di arredi prevede un limite di spesa di 10 mila euro e la detrazione concessa è, come per le ristrutturazioni edilizie, pari al 50% della spesa medesima (in definitiva, un risparmio massimo di 5 mila euro) e potrà essere portata in detrazione in Unico in 10 rate annuali di pari importo. Ora non resta che attendere per vedere se queste nuove misure appena introdotte garantiranno un po’ di ossigeno a tutta la filiera dell’edilizia. 

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