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Linee Guida nazionali fonti rinnovabili

del 22/09/2010

Linee Guida nazionali fonti rinnovabili

Disciplina unica per tutto il territorio nazionale, DIA/SCIA per i piccoli impianti e comunicazione di inizio lavori per gli impianti domestici. E’ quanto pubblicato nelle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili apparse sulla Gazzetta Ufficiale.
La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili necessita di un’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. Procedura semplificata invece per gli impianti con capacità di generazione inferiore alle soglie fissate dalla tabella A allegata al Dlgs 387/2003, realizzabili attraverso la procedura di Denuncia di Inizio Attività (DIA), a cui allegare le eventuali concessioni o autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Basta invece la comunicazione di inizio lavori al Comune per gli impianti minori (come impianti fotovoltaici integrati negli edifici; impianti a biomassa fino a 50 kWe; minieolico; piccoli impianti idroelettrici e geotermoelettrici) considerati “attività di edilizia libera”. Le Linee Guida non tengono però conto della nuova Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che non è esattamente uguale alla DIA, ad esempio non si applica agli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con DIA. L’inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, i cui criteri per l’eolico sono stabiliti a parte, viene valutato attentamente in base ad esempio alla minore occupazione possibile del suolo, al riutilizzo di aree degradate, a progettazioni innovative o al coinvolgimento nelle stesse dei cittadini. Per esigenze di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale, Regioni e Province autonome possono escludere aree e siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti, spiegandone i motivi. Gli enti locali dovranno adeguare le proprie norme alle Linee Guida entro il primo gennaio 2011.

a cura della Redazione

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