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Sistema di scambio quote emissione gas serra

del 16/04/2013

Sistema di scambio quote emissione gas serra

Il 5 aprile ’13 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 13 marzo 2013, n. 30 norma di   Attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.

Come è noto a tutti il 13 ottobre 2003 è stata approvata la Direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra.

A perfezionare la direttiva 2003/87/CE, è intervenuta la direttiva 2004/101/CE (c.d. direttiva Linking) approvata il 27 ottobre 2004; che collega il mercato europeo delle emissioni alla possibilità di utilizzare le riduzioni generate da progetti di CDM ( meccanismo di sviluppo pulito) e di JI ( applicazione congiunta).

Nel 2008 con la Direttiva del 2008/101/CE è stato  incluso le attività di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra con alcune eccezioni espressamente indicate (voli di Stato, voli effettuati ai fini di ricerca e soccorso, voli umanitari, voli militari ecc., vedi Allegato I).

Successivamente la Direttiva 2009/29/ CE,  è stato modificato l’Allegato I che elenca le categorie di attività a cui si applica il sistema di scambio di quote, ampliandolo per esempio sono ricompresi anche gli impianti che producono alluminio primario e secondario, e impianti che producono altri gas a effetto serra.

Il contesto nazionale.

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 13 marzo 2013, n. 30 norma di   Attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra, l’art. 43 del D.Lgs n.30/2013 abroga a decorre dalla data di entrata in vigore del decreto, il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazione, ad eccezione dell’eccezione dell’allegato A che sarà abrogato a partire dal 1 maggio 2013.

Comunque sono fatte salve le deliberazioni emanate dal Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE.

Tale come disposto dall’art. 45 del Dlgs n.30/2013 i riferimenti al decreto legislativo n. 216/2006 e successive modificazioni, contenuti nella normativa vigente devono intendersi riferiti al presente decreto.

Vediamo qui di seguito gli aspetti più salienti della legge nazionale in materia di scambio di quote di emissione, con particolare riferimento agli obblighi imposti ai gestori di impianti e alle sanzioni previste nel caso di inadempimento.

Il capo III è applicabile all’assegnazione e al rilascio di quote per le attività di trasporto aereo elencate all’allegato I svolte da un operatore aereo amministrato dall’Italia.

Agli operatori aeri amministrati dall’Italia vengono assegnate le quote di emissioni sia a titolo oneroso che a titoli gratuiti ( artt. 7 e 8 Dlgs n.30/2013). L’operatore aereo amministrato dall’Italia che intenda beneficiare delle quote destinate ad essere assegnate a titolo gratuito, dovrà presentare domanda al Comitato. La domanda è corredata dai dati relativi alle tonnellate-chilometro per le attività di trasporto aereo elencante all’allegato I svolte dall’operatore aereo stesso nell’anno di riferimento, monitorati conforme alle disposizioni sul monitoraggio, nonché verificati da un verificatore indipendente.

Per i periodi successivi a quello che ha inizio il 1 gennaio 2013, la domanda dovrà essere  presentata almeno 21 mesi prima dell’inizio del periodo a cui la domanda si riferisce e l’anno civile che si conclude 24 mesi prima dell’inizio del periodo di cui la domanda si riferisce.

È prevista la modalità per l’assegnazione delle quote di emissioni di cui alla riversa speciale a titolo gratuito (art.8). Può accedere alla riserva speciale l’operatore aereo amministrato dall’Italia che si trova in una delle ipotesi prevista dal comma 1 lett. a) e b) art. 8. Ad esempio se inizia ad esercitare un’attività di trasposto aereo di cui all’allegato I dopo l’anno di riferimento per il quale il Comitato ha trasmesso i dati relativi alle tonnellate-chilometro, in relazione al corrispondete periodo di riferimento, a condizione che l’attività non sua una continuazione integrale o parziale di un’attività di trasporto aereo esercitata in precedenza da un altro operatore aereo.

L’operatore aereo amministrato dall’Italia che si trova nelle condizioni per accedere alla riserva speciale e che intende beneficiare dell’assegnazione a titolo gratuito di quote di emissioni di cui alla riserva speciale, dovrà presentare domanda al Comitato entro il 30 giugno del terzo anno del periodo di riferimento a cui si riferisce la domanda. Il decreto fornice l’indicazione sui dati che deve contenere la domanda.  

Agli impianti fissi è dedicato il Capo IV della normativa.

I gestori degli impianti che esercitano le attività elencate nell’Allegato I, ad eccezione delle attività di trasporto aereo, devono munirsi di un’autorizzazione ad emettere gas serra.

Il gestore che esercita un’attività elencate nell’Allegato I ma che non sono in possesso dell’autorizzazione sono tenuti a richiederla entro 30 giorni dalla data d’accertamento della violazione. Decorso inutilmente il termine, il Comitato dispone la sospensione amministrativa dall’attività dell’impianto.

La domanda di autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra, deve essere presentata al Comitato almeno 90 giorni prima della data di entrata in esercizio dell’impianto.

Il Comitato verificato la completezza della domanda di autorizzazione rilascia l’autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra ove abbia accertato che il gestore è in grado di monitorare e comunicare le emissioni dell’impianto.

Il Comitato riesamina, almeno ogni 5 anni, l’autorizzazione ad emettere gas a effetto serra e apporta le modifiche opportune.

L’autorizzazione è rilasciata entro quarantacinque giorni dal ricevimento della domanda. Il predetto termine viene sospeso nell’ipotese in cui il Comitato richieda ulteriori informazioni al gestore.

Per quanto riguarda alle modifiche agli impianti e gli aggiornamenti del Piano di monitoraggio ( art 16) deve essere trasmessa al Comitato almeno 90 giorni prima della data in cui la modifica ha effetto. Nel caso di modifica del sistema di monitoraggio il gestore trasmette al Comitato la proposta di aggiornamento del Piano di monitoraggio per approvazione secondo le modalità stabilite dal Comitato stesso.

L’autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra è revocata nel caso di cessazione di attività di cui all’art. 24 comma 1. Tra le ipotesi elencate nella norma si trova,  quando l’impianto non esercita le attività di cui all’allegato I in via definitiva, o quando l’esercizio delle attività di cui all’allegato I è tecnicamente impossibile, oppure quando l’impianto interrompe le attività di cui alla’allegato I per un periodo superiore a 6 mesi.

Il gestore che si ritrovi in alcune delle ipotesi di cui all’art 24 comma1, dovrà comunicare al Comitato nella forma e con le modalità stabilite la cessazione di attività di cui al comma 1 entro 10 giorni dall’avvenuta cessazione e comunque non oltre il 31 dicembre dell’anno in cui è avvenuta la cessazione di attività.

Ai sensi dell’art. 20 vengono stabiliti i criteri per l’assegnazione gratuita delle quote. Ugualmente vengono stabilite norme transitorie per l’assegnazione gratuita delle quote agli impianti esistenti ( art 21) e norme transitorie per l’assegnazione gratuita delle quote agli impianti nuovi entranti.

Per quanto riguarda alla validità delle quote ( art 33), le quote rilasciate per il periodo 2008-2012 sono valide per le emissioni prodotte durante il medesimo periodo. Entro il 30 aprile 2013 il Comitato dispone che siano cancellate le predette quote che non sono più valide e che non sono state restituite e cancellate ai sensi dell’art 32.

Le quote rilasciate a partire dal 1 gennaio 2013 sono valide per le emissioni prodotte durante periodo di otto anni con inizio il 1 gennaio 2013. Quattro messi dopo l’inizio di ciascun periodo successivo al periodo 2013-2020 il Comitato cancella le predette quote che non sono più valide e che non sono state restituite e cancellate ai sensi dell’art 32.

Il Decreto Legislativo, all’articolo 36, prevede un articolato sistema di sanzioni amministrative pecuniarie, salvo che il fatto non costituisca reato, che si applicano in particolare:

       a chiunque esercite un’attività elencata all’allegato I, ad accessione della attività di trasporto aereo, senza l’autorizzazione a emettere gas serra.

       All’operatore aereo amministrato dall’Italia che non presente il Piano di monitoraggio entro i termini previsto dalla norma,

       Il gestore dell’impianto munito di autorizzazione alle emissioni di gas ad effetto serra o l’operatore aereo amministrato dall’Italia che, entro il 31 marzo di ogni anno non presenta la comunicazione di monitoraggio e comunicazione delle emissioni, verificata secondo quanto stabilito all’art 35 ( verifica e accreditamento) o che renda dichiarazione falsa o incompleta.

       Il gestore dell’impianto munito di autorizzazione alle emissioni di gas ad effetto serra o l’operatore aereo amministrato dall’Italia che, entro il 30 aprile di ogni anno, non restituisce le quote di emissioni nella quantità di cui alla comunicazione all’art 34comma 3,

       Il gestore dell’impianto munito di autorizzazione alle emissioni non fornisce l’informazione sulla modifica degli impianti e aggiornamento del Piano di Monitoraggio previsto dall’art 16,

       Al gestore dell’impianto che, munito dell’autorizzazione, non fornisce la comunicazione sulla cessazione di attività ( art 24, comma3), sulla cessazione parziale di attività ( art 25) e sulla comunicazione della riduzione sostanziale di capacità ( art 26),

       Nel caso in cui le informazioni fornite dal gestore pe l’assegnazione risultino false o non veritiere,.

       Nel caso in cui le informazioni verificate sull’assegnazione gratuita delle quote agli impianti nuovi entranti risultino non congruenti,

       Il verificatore che abbia rilasciato attestati di verifica per informazione risultate false o non veritiere o non congruenti. Inoltre l’organismo di accertamento nazione applicherà nei casi di particolare gravità la revoca dell’accreditamento.

 Avv. Diana Yuditxa Bautista Martínez, Studio Legal Consulting Borromeo

 

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