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Incentivo all'esodo: cos'e' e come è corrisposto

del 15/04/2013

Incentivo all'esodo: cos'e' e come è corrisposto

L’incentivo all’esodo è un reddito da lavoro dipendente pagato dal datore di lavoro a fronte della risoluzione anticipata consensuale del rapporto di lavoro.

Per essere considerato tale, non è sufficiente quindi che sia corrisposto in coincidenza con il termine del rapporto di lavoro, bensì occorre che risulti dalla volontà delle parti che l’erogazione è finalizzata allo scioglimento del contratto di lavoro.

Tale volontà può risultare da un accordo individuale o a seguito di una trattativa sindacale. L’incentivo all’esodo comporta, da parte del datore di lavoro, un’offerta di somme aggiuntive, rispetto al TFR. Gli incentivi all’esodo non sono utili ai fini del computo del TFR.

Tale reddito è soggetto al regime della tassazione separata sia che sia pagato in un’unica soluzione sia che sia pagato a rate. L’importo dell’incentivo all’esodo é calcolato tenendo presenti alcuni fattori e cioè: una base uguale per tutti, un fattore legato all’anzianità anagrafica, uno legato all’anzianità aziendale ed infine uno legato al numero di famigliari a carico.

Si considera come base del calcolo il valore dell’ultima retribuzione ordinaria netta mensile percepita in busta paga dal dipendente. 

L’incentivo all’esodo, che l’azienda dovrà provvedere a lordizzare in funzione dell’aliquota del TFR, sarà corrisposto entro la fine del mese successivo a quello di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro,  previa sottoscrizione di transazioni individuali, ex art 411 c.p.c., dinanzi alla Commissione Paritetica Istituita presso gli Enti Bilaterali. 

Le somme erogate per incentivare l’esodo dei lavoratori non costituiscono retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a condizione che la finalità di agevolare lo scioglimento del rapporto sia desumibile dalla volontà contrattuale, non essendo sufficiente una coincidenza temporale con il momento della cessazione.

Sono, invece, soggetti a contribuzione premi o gratifiche contrattualmente previsti che fanno riferimento alla risoluzione del rapporto come momento temporale dell’erogazione e non come evento generatore della stessa.

L’INPS ha precisato che sono esenti da prelievo contributivo anche erogazioni che hanno denominazioni diverse, ma che siano comunque finalizzate ad agevolare lo scioglimento del rapporto, comprese quelle che hanno lo scopo di indurre il lavoratore a recedere anticipatamente, ed in particolare le somme corrisposte: per il prepensionamento; per cessazione del contratto a termine; a fronte di riduzioni del personale.

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