Consulenza o Preventivo Gratuito

Cos'e' il gratuito patrocinio a spese dello Stato

del 14/01/2013

Cos'e' il gratuito patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio a spese dello Stato detto anche gratuito patrocinio è un istituto previsto nel nostro ordinamento dal D.P.R. 115/2002 nato al fine di garantire il diritto di difesa, in attuazione dell’art. 24 della Costituzione, in capo a persone non abbienti ovvero a coloro che, a causa di una situazione economica precaria, si trovano nella impossibilità di provvedere autonomamente al pagamento delle spese giudiziali. Gli articoli ad esso dedicati sono quelli che vanno dal 74 al 145.

Tale istituto è previsto per i processi penali, tributari, amministrativi e civili (dunque anche per le procedure di volontaria giurisdizione quali le separazioni e i divorzi) ed è ammesso in ogni loro grado, fermo restando che se la parte che lo ha richiesto risulta soccombente non può poi usufruirne nuovamente per proporre impugnazione. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è indispensabile che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile non superiore ad euro 10.776,33, importo che deve risultare dall’ultima dichiarazione dei redditi.

Nel caso il richiedente abbia conviventi, l’ammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare; uniche eccezioni a questa regola sono due: se oggetto del contenzioso siano diritti personalissimi ovvero se gli interessi del richiedente siano in conflitto con quelli degli altri componenti la famiglia.

È escluso dal godimento di tale beneficio chi intenti una causa per cessione dei crediti. Soggetti legittimati a richiedere il patrocinio a spese dello Stato sono: 1) tutti i cittadini italiani; 2) gli apolidi; 3) gli enti o le associazioni senza fini di lucro che non esercitano attività economiche; 4) gli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

Tale beneficio si ottiene, per le cause civili, a seguito di domanda presentata nella segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati così individuata: se il processo non è ancora iniziato, è quella del luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscerne il merito; se il processo è invece in corso, è quella del luogo dove ha sede il magistrato davanti a cui lo stesso pende; se infine si tratta di ricorso in Cassazione, in Consiglio di Stato ovvero Corte dei Conti, la segreteria è quella del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.

La domanda (i cui moduli possono trovarsi nelle segreterie dei Consigli dell’ordine degli Avvocati) va presentata personalmente in carta semplice, anche a mezzo di racc.A/R, unitamente alla fotocopia di un documento di identità in corso di validità, ovvero dal difensore dopo che lo stesso avrà autenticato la firma del richiedente. Deve indicare: 1) la richiesta di ammissione al patrocinio; 2) le generalità del richiedente e dei componenti la sua famiglia; 3) una autocertificazione del reddito percepito nell’anno precedente con l’impegno a comunicarne eventuali variazioni; 4) se si tratta di una causa già pendente (nel qual caso dovrà essere indicata anche la data della prossima udienza); 5) le generalità della controparte; 6) le ragioni di fatto e di diritto idonee a valutare la fondatezza della pretesa che si vuol far valere; 7) le prove utili.

Una volta pervenuta la domanda, il Consiglio dell’Ordine competente ne valuta la fondatezza; entro dieci giorni emette un provvedimento con cui la ammette, la rigetta o la dichiara non ammissibile per mancanza dei requisiti necessari; di tale provvedimento trasmette copia all’interessato, al giudice competente e all’Ufficio della Agenzia delle Entrate al fine della verifica dei redditi dichiarati.

Nel caso in cui la domanda non venga accolta l’interessato può presentarla direttamente al giudice competente il quale decide con decreto. Chi è ammesso al patrocinio può nominare un avvocato tra quelli iscritti negli elenchi dei difensori abilitati, tenuti presso il Consiglio dell’Ordine del distretto della Corte di Appello presso cui ha sede il magistrato competente a conoscere il merito della causa o presso cui già pende il giudizio.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
iPad come strumento di lavoro

del 14/07/2010

Array Networks Inc, società leader per l’utilizzo sicuro delle applicazioni in azienda, ha lanciato...

In arrivo il Regolamento di attuazione sulla conciliazione

del 20/09/2010

Fa già discutere per alcune carenze e zone d’ombra rilevate dal Consiglio di stato e dal Consiglio n...

Ok alle dichiarazioni rese da teste non individuato

del 21/09/2010

La Corte di cassazione ha legittimato l'operato dei giudici di appello che hanno ammesso la condanna...