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Separazione e divorzio: assegnazione della casa coniugale

del 04/12/2012

Separazione e divorzio: assegnazione della casa coniugale

Il conduttore, nel caso che in sede di separazione o divorzio la casa familiare sia assegnata all'altro coniuge, non risponde più degli obblighi nascenti dal contratto.

in seguito alla pronuncia di separazione o divorzio e di assegnazione della casa familiare solo il coniuge assegnatario è parte del contratto di locazione, anche qualora in precedenza non avesse sottoscritto il contratto. Nel caso la locazione fosse stata intestata ad entrambi i coniugi si verifica una successione nella quota ideale del coniuge non assegnatario.

Anzitutto la situazione è disciplinata dall'art. 6 della L.398/78 (non abrogato dalla legge 431/98) che espressamente prevede la cessione ex lege del contratto dall'uno all'altro coniuge. Il coniuge non assegnatario, già parte della locazione, però non continua a rispondere degli obblighi nascenti dal contratto (anzitutto il pagamento del canone di locazione) in solido con l'altro coniuge poiché il contratto, a seguito del provvedimento di assegnazione della casa coniugale a quest'ultimo, si estingue e cessa la propria efficacia nei suoi confronti, indipendentemente dal fatto che il locatore sia a conoscenza della circostanza. Si configura infatti in senso virtuale una sorta di riconsegna dell'immobile al locatore e la sua successiva consegna al coniuge assegnatario, che diviene in tal modo l'unica parte conduttrice (Cass. n°10104/09; Cass. n° 1423/11) .

Ne consegue che il locatore potrà richiedere il pagamento del canone al solo coniuge assegnatario, a lui dovrà inviare ogni comunicazione attinente il contratto, fra cui anche la disdetta, così come ancora è precluso al nuovo conduttore azionare posizioni contrattuali che fanno capo solamente al vecchio conduttore, anzitutto la ripetizione del canone versato in misura ultralegale o di somme comunque non dovute. Al riguardo gli artt. 79 della legge 398/78 e 13 della legge 431/98 vanno interpretati nel senso che la decorrenza del termine semestrale entro cui agire per la ripetizione di canoni indebitamente pagati dal coniuge non assegnatario, non succedendo l'altro coniuge in tale diritto, va individuata nella data del provvedimento giudiziale. Decorso tale termine semestrale il coniuge non affidatario decade da ogni diritto a richiedere al locatore la restituzione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto e tale diritto non può certamente essere azionato dal nuovo conduttore (Cass. n°19691/08).

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