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Rimborso Iva annuale

del 22/02/2012
CHE COS'È?

Rimborso Iva annuale: definizione

Il sistema dell’Imposta sul Valore Aggiunto è basata sull’obbligo della rivalsa e sul diritto alla detrazione. Il contribuente pertanto dovrà versare allo Stato solo il saldo determinato dalla differenza tra l’IVA incassata sulle operazioni attive e l’IVA pagata sugli acquisti. In alcuni casi tale differenza è di segno negativo essendoci un’eccedenza dell’iva pagata (IVA a credito) rispetto a quella incassata (IVA a debito).
La normativa IVA e più in particolare l’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 consente ai soggetti passivi di richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile di imposta, risultante dalla dichiarazione annuale. In pratica il contribuente che dalla dichiarazione annuale IVA risulta a credito può, in presenza di determinate condizioni, chiedere il rimborso di tale importo, tale pratica è definita rimborso annuale.

COME SI FA
Il rimborso IVA, che deve essere richiesto compilando il quadro VR, della dichiarazione annuale IVA, come si evince dalle istruzioni del modello IVA 2012 che chiariscono che il quadro VR deve essere utilizzato solo da parte dei contribuenti che abbiano intenzione di richiedere il rimborso annuale dell'imposta a credito. Infatti dal periodo di imposta 2009 la richiesta di rimborso, non deve essere più fatta in forma autonoma ma è diventata un quadro della dichiarazione annuale IVA o della dichiarazione Unificata; i termini per la presentazione della stessa, dunque, vanno dal primo di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento alla data ultima per l’invio della dichiarazione del medesimo periodo, normalmente il 30 settembre .
In seguito alla domanda di rimborso, previa richiesta dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente dovrà presentare alcuni documenti. Tra quelli fondamentali, per tutti i richiedenti, il certificato unico del registro delle imprese, inoltre per le società e gli enti deve essere presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti l’assenza dei requisiti che qualificano gli stessi come non operativi; infatti, nel caso non venga superato il “test di operatività”, le eccedenze di credito non possono essere chieste a rimborso. Inoltre ai fini dell'esecuzione del rimborso, il contribuente deve prestare un'apposita garanzia, così come previsto dall'articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 la garanzia prestata può avere, al massimo, una durata di 3 anni decorrenti dall'esecuzione del rimborso.
La garanzia deve essere riferita all’ammontare del rimborso richiesto (al netto del 10% dell’ammontare complessivo dei versamenti effettuati sul conto fiscale nel biennio precedente la data della richiesta) e agli interessi calcolati per la durata della garanzia.
La garanzia deve essere presentata sia per i rimborsi corrisposti dal concessionario della riscossione a mezzo della cosiddetta procedura semplificata (rimborsi annuali sino a euro 516.456,90); sia per quelli corrisposti dagli Uffici (rimborsi di importo superiore a euro 516.456,90) cosiddetta procedura ordinaria.
L’articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972 prevede le seguenti forme di garanzia :
  • polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione;
  • fideiussione rilasciata da un istituto di credito, da un’impresa commerciale che offra all’Amministrazione finanziaria adeguate garanzie di solvibilità.
Il contribuente è esonerato dal prestare la garanzia di cui sopra, ove ricorrano i seguenti casi:
  • quando l'importo chiesto a rimborso sia uguale o inferiore a 5.164,57 euro;
  • quando il rimborso, derivante dalle circostanze cui alle lettere a), b) e d) del comma 3 dell'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72, è chiesto da "contribuenti virtuosi". Si tratta dei contribuenti strutturalmente a credito che soddisfino determinate condizioni di solvibilità e affidabilità (attività esercitata da almeno 5 anni, mancata notifica di avvisi di accertamento, regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi);
  • quando l'importo chiesto a rimborso non è superiore al 10% del totale dei versamenti (tributari e contributivi) effettuati sul conto fiscale nei due anni precedenti;
  • quando il rimborso, nei limiti di 258.228,45 euro, spetta a imprese fallite o assoggettate alla procedura di liquidazione coatta amministrativa;
  • quando il rimborso è chiesto dai soggetti operanti nel settore dalla privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare.
La procedura semplificata, come accennato in precedenza, consiste nell’erogazione diretta da parte dell’agente della riscossione sul conto fiscale del contribuente richiedente. Va ricordato che questa procedura non può essere effettuata dai contribuenti sottoposti a procedure concorsuali e da quelli che hanno cessato l’attività poiché l’erogazione dei rimborsi a tali soggetti è di competenza esclusiva dell’Agenzia delle Entrate; va anche ricordato che la quota richiesta con la procedura semplificata non può superare, cumulata con le compensazioni che sono state o che saranno effettuate nell’anno di presentazione, l’importo di euro 516.456,90.
In caso di procedura semplificata, l’Agenzia delle Entrate trasmette all'agente della riscossione competente i dati relativi alle richieste di rimborso.
L'agente, entro dieci giorni dalla comunicazione, chiede al richiedente, se dovuta, la prestazione della garanzia fideiussoria prevista dall'articolo 38-bis del decreto del Presidnete della Repubblica n. 633/72 o la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per i contribuenti "virtuosi".
Successivamente, tra il quarantesimo e il sessantesimo giorno dalla presentazione, eroga il rimborso tramite accreditamento sul conto corrente bancario o postale comunicato dall'intestatario del conto fiscale.
I rimborsi IVA devono essere eseguiti entro 90 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione IVA con il quadro VR compilato (articolo 38-bis comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72); qualora ciò non avvenisse, come spesso accade, a partire dal novantesimo giorno decorrono gli interessi di mora computati al tasso di interesse del 2% annuo con esclusione del periodo intercorrente tra la data di richiesta dei documenti da parte dell'ufficio e la data della loro consegna, purché detto periodo sia superiore a 15 giorni.
I rimborsi annuali, essendo eseguiti a favore di soggetti IVA, sono erogati dai Concessionari della riscossione utilizzando il "conto fiscale"; a tale regola, fanno eccezione i rimborsi IVA chiesti a seguito della cessazione dell'attività, la cui erogazione avviene con ordinativo di pagamento diretto alla Banca d'Italia .

CHI
Chi può chiedere il rimborso
I soggetti che possono chiedere il rimborso annuale dell'IVA sono individuati dall'articolo 30 commi 2, 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72, nonché dall'articolo 34 comma 9 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72.
L'eccedenza a credito dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale può essere chiesta a rimborso solamente al ricorrere dei seguenti casi:
  • in caso di cessazione dell'attività (articolo 30 comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72);
  • in caso di differenza tra aliquota media su vendite e acquisti (articolo 30 comma 3 lettera a);
  • prevalenza di operazioni non imponibili (articolo 30 comma 3 lettera b);
  • acquisto di beni ammortizzabili (articolo 30 comma 3 lettera c);
  • prevalenza di operazioni non territoriali (articolo 30 comma 3 lettera d);
  • credito IVA vantato da soggetto non residente (articolo 30 comma 3 lettera e);
ovvero, in presenza di eccedenze detraibili per 3 anni consecutivi (articolo 30 comma 4 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72); ovvero, dai produttori agricoli che applicano il regime speciale IVA (di cui all'articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72) sulle cessioni all'esportazione e sulle cessioni intracomunitarie di prodotti agricoli (articolo 34 comma 9 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72).

vota  

DISCUSSIONI ARCHIVIATE

orazio

06/03/2012 10:43:51

illuminante

mp

28/03/2012 10:32:40

Per richiedere il rimborso devo asseverare la dichiarazione?

Claudio

26/11/2012 13:05:16

RIMBORSO IVA ANNUALE
La responsabilità dell'Ufficio oltre i termini dei 90 giorni sul rimborso iva e l'applicazioene degli interessi annui del 2%

Grazie

Claudio Guidetti

risposta del Professionista

26/11/2012 19:12:40

I rimborsi sono eseguiti entro 90 giorni dalla data di
presentazione del modello VR (art. 38-bis co. 1 del DPR 633/72); a partire dal novantesimo giorno decorrono gli interessi di mora:
a) computati al tasso di interesse del 2% annuo;
b) con esclusione del periodo intercorrente tra la data di richiesta dei documenti da parte dell'ufficio e la data della loro consegna, purché detto periodo sia superiore a
15 giorni.
La richiesta di documenti già in possesso dell'ufficio non è idonea, in caso di presentazione oltre i 15 giorni, a sospendere la decorrenza degli interessi ( statuto dei
diritti del contribuente). La sospensione della decorrenza degli interessi è stata ritenuta legittima in caso di richiesta di documenti relativi alla definizione delle molteplici pendenze tributarie dell'avente diritto al rimborso, ( cass. 6.7.2011 n. 14930) .
I rimborsi annuali, essendo eseguiti a favore di soggetti IVA, sono erogati dai Concessionari della riscossione utilizzando il "conto fiscale", di cui all'art. 78 co. 27 - 38 della L. 413/91. A tale regola, fanno eccezione i rimborsi IVA di cui all'art. 30 co. 2 del DPR 633/72, chiesti a seguito della cessazione dell'attività, la cui erogazione avviene con ordinativo di pagamento diretto alla Banca d'Italia o, per la Sicilia, alla Cassa regionale siciliana.
Quanto al rimborso tardivo (oltre i 90 giorni) il contribuente può ottenere, verificando l'esistenza dei presupposti configurati dall'art. 1238 c.c. e nei limiti consentiti da tale
disposizione, la condanna dell'Amministrazione al pagamento degli interessi anatocistici per il ritardato rimborso di un credito Iva, senza che l'applicabilità dell'istituto dell'anatocismo venga ostacolata dal disposto dell'art. 38-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 né dalle disposizioni
che regolano il rimborso delle imposte pagate in eccedenza rispetto al dovuto o dalle particolari caratteristiche strutturali del processo tributario (Sent. n. 9273 del 3 settembre 1999 della Corte Cass., Sez. I civ. )

Michele

03/04/2013 14:16:58

Dovendo chiedere gli interessi su rimborso IVA anno 2009 di € 10.000, richiesto il 07.04.2010 ed ottenuto il 09.11.2011, mi ò stato richiesto da Equitalia-Esatri SpA di produrre una motivata richiesta con relativo calcolo degli interessi. Vi chiedo cortesemente di indicarmi a quale tasso eseguire detto calcolo e se posso, in detto calcolo, procedere a capitalizzare gli stessi alla decorrenza di quale periodo, semestre o anno dell’arco del periodo trascorso, fino alla data della richiesta. Vi chiedo anche di indicarmi la motivazione della suddetta richiesta. A tal fine, si tenga presente che ogni documentazione richiestami per il buon fine della suddetta pratica, è stata da me consegnata entro i termini di 15 giorni, come confermatomi anche da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Grazie.

risposta del Professionista

04/04/2013 15:56:10

Ai sensi dell'art 38 bis I rimborsi di cui all'art. 30 sono eseguiti entro 90 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione IVA annuale (art. 38-bis co. 1 del DPR 633/72); a partire dal novantesimo giorno decorrono gli interessi di mora:
• computati al tasso di interesse del 2% annuo*;
• con esclusione del periodo intercorrente tra la data di richiesta dei documenti da parte dell'ufficio e la data della loro consegna, purché detto periodo sia superiore a 15 giorni.

La richiesta di documenti già in possesso dell'ufficio non è idonea, in caso di presentazione oltre i 15 giorni, a sospendere la decorrenza degli interessi (art. 6 co. 4 della L. 27.7.2000 n. 212 - Statuto del contribuente).

* Ai sensi dell'art.1 D.M. 21.5.2009 gli interessi per il ritardato rimborso dell'IVA sono stabiliti nella misura del 2% dall' 1.1.2010.

johanna

15/10/2013 16:17:27

dopo aver fatto una richiesta di rimborso 4 anni fa che e' del 2008 per una somma di 38,000 euro, solo adesso mi hanno chiesto di fare una assicurazione fidejussoria, ma mi sembra che dopo tutti gli anni che sono passati l'assicurazione non dovrebbe più essere necessaria, mi potrebbe confermare se e' così e anche per l'importo che e' al disotto dei 50000 euro. sono una societa estera e non posso ottenere questa assicurazione in UK, avrebbe qualche soluzione?

Cari Saluti
Johanna

risposta del Professionista

16/10/2013 10:03:54

Il rimborso dell’IVA a credito, sia annuale sia infrannuale, richiede la presentazione di una garanzia da parte del richiedente, la quale deve coprire tre anni decorrenti dall’erogazione del rimborso o, se inferiore, il periodo mancante al termine di decadenza dell’accertamento rispetto alla presentazione della richiesta di rimborso (salva l’eventuale proroga in caso di consegna tardiva della documentazione). Le ricordo che ’avviso di accertamento IVA, deve essere notificato entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui si è presentata la dichiarazione.
L’articolo 38-bis del DPR n. 633/1972 prevede le seguenti forme di garanzia (è consentito il cumulo di più garanzie):
- polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione;
- fideiussione rilasciata da un istituto di credito, da un’impresa commerciale che offra all’Amministrazione finanziaria adeguate garanzie di solvibilità, da intermediari finanziari iscritti negli appositi elenchi tenuti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze o dalla Banca d’Italia (C.M. n. 66 del 2000) o da imprese comunitarie sottoposte al controllo creditizio del rispettivo Paese corrispondente a quello effettuato dalla Banca d’Italia;
- deposito cauzionale di titoli di stato o garantiti dallo Stato (ad essi possono essere assimilati i buoni postali, cfr. C.M. n. 259/1996);
- garanzie prestate da consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi (c.d. “confidi”) di cui al decreto del Ministro delle Finanze n. 366 del 22 settembre 1999 (per le piccole e medie imprese);
- garanzia prestata direttamente dalla capogruppo mediante assunzione dell’obbligazione di integrale restituzione della somma da rimborsare (per i gruppi di società aventi determinati requisiti). In particolare, la garanzia può essere assunta dalla società capogruppo, con riferimento ai rimborsi richiesti che si riferiscono a crediti maturati da società facenti parte di un’aggregazione societaria con un patrimonio risultante dal bilancio consolidato superiore a euro 258.22.449,54.
Nell’ipotesi di rimborso richiesto da un soggetto non residente attraverso il proprio rappresentante fiscale al quale era intestata la relativa fideiussione, poi sostituito da altro rappresentante, è possibile comunque ottenere la liquidazione del rimborso attraverso la regolarizzazione, da parte del rappresentante fiscale subentrato, delle garanzie precedentemente prestate (R.M. n. 116/1998). Ciò in quanto la sostituzione del rappresentante comporta solo una variazione soggettiva senza che mutino i rapporti tra l’Amministrazione finanziaria e il soggetto non residente, e i diritti e gli obblighi relativi all’attività del rappresentante fiscale devono comunque essere riferiti al soggetto non residente.
Dott. Arnaldo Aleotti


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