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Azione surrogatoria

del 27/09/2011
CHE COS'È?

Azione surrogatoria: definizione

L’azione surrogatoria è disciplinata dall’articolo 2900 del codice civile, nel libro libro IV, titolo III, capo V, tra i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale.
L’esperimento dell’azione in esame permette al creditore, al fine di assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni, di esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al suo debitore e che questi trascura di esercitare, purché tali diritti ed azioni abbiano necessariamente contenuto patrimoniale e non debbano essere esercitati dal loro titolare personalmente.
Nell’ipotesi in cui il debitore, trascurando di compiere gli atti necessari per far valere i propri diritti (ad esempio omettendo di riscuotere un credito), non solo determini con la sua inerzia un generico pregiudizio a carico del suo patrimonio, ma renda meno agevole e più rischiosa la realizzazione dei diritti dei creditori, la legge consente a ciascuno di questi di sostituirsi o surrogarsi (da qui il nome del rimedio: azione surrogatoria) al debitore inattivo per esercitare in suo luogo i diritti e le azioni che gli spettano.
Dunque, l’azione surrogatoria è lo strumento che la legge appresta al creditore per evitare gli effetti nocivi che possano derivare alle sue ragioni dall’inerzia del debitore che ometta di esercitare le opportune azioni dirette ad incrementare il suo patrimonio, riducendo così la garanzia che esso rappresenta in favore dei creditori.
Tale azione, conferendo al creditore la legittimazione all’esercizio di un diritto altrui, realizza una interferenza di natura eccezionale nella sfera giuridica del debitore onde può essere proposta solo nei casi ed alle condizioni previsti dalla legge. Ne discende che, qualora il debitore non sia più inerte, per essersi attivato dopo esserlo stato, o tale non possa essere più considerato, viene a mancare il presupposto perché a lui possa sostituirsi il creditore.

Avv. Giuseppe Pellegrino
Ordine degli Avvocati di Milano
Avvocato Giuseppe Pellegrino

COME SI FA
Per l’esercizio dell’azione surrogatoria sono necessari i seguenti requisiti:

  1. l’esistenza del credito;
  2. l’inerzia del titolare del diritto;
  3. il pericolo di danno.
Presupposto essenziale per l’esercizio dell’azione surrogatoria è la qualità di creditore e, quindi, la sussistenza di un credito certo, pur se sottoposto a termine o condizione. L’eccezionale legittimazione concessa a ciascun creditore, tuttavia, non può essere esercitata a vantaggio del singolo che agisce in via surrogatoria: gli effetti dell’atto compiuto in luogo del debitore vanno a vantaggio del patrimonio di quest’ultimo e, quindi, in sostanza di tutti i creditori. I benefici dell’iniziativa del creditore rimangono acquisiti al patrimonio del debitore e il creditore se ne avvantaggia soltanto nel senso di conservare e migliorare le garanzie del proprio credito.
L'inerzia del debitore deve essere pregiudizievole per il creditore; l’interesse del creditore ad esperire l’azione surrogatoria non richiede necessariamente un pregiudizio attuale e concreto del creditore medesimo, ma va ravvisato anche nel semplice pericolo di insolvenza, e, cioè, nell’eventualità che il patrimonio del debitore, in conseguenza del suo comportamento inerte e negligente, non offra adeguate garanzie per il soddisfacimento del credito.
Il motivo per cui il debitore non si attiva nella tutela e nell'esercizio dei propri diritti e delle proprie azioni è del tutto irrilevante. L'inerzia va valutata alla stessa stregua di un fatto giuridico e quindi secondo termini oggettivi, secondo la diligenza del buon padre di famiglia. Si ha inerzia anche quando il debitore assume iniziative insufficienti o inidonee; in tal caso il creditore dovrà indicare quali rimedi il debitore avrebbe dovuto esperire.

CHI
Legittimato ad agire in via surrogatoria è il creditore. Quando il creditore si surroga al debitore per esercitare in luogo di quest’ultimo un’azione giudiziaria contro un terzo, al relativo procedimento deve partecipare anche il debitore, sicché il creditore dovrà chiamare in giudizio anche il debitore al quale intende surrogarsi (articolo 2.900, comma 2) determinando, così, una ipotesi di litisconsorzio necessario (articolo 102, codice procedura civile).

FAQ

In quali casi è escluso l’esercizio dell’azione surrogatoria?

L’esercizio del potere surrogatorio è escluso per i diritti connessi con una qualità del loro titolare. Ne consegue, ad esempio, che il diritto di recesso da una società per azioni essendo strettamente personale al socio, non può essere esercitato in via surrogatoria, ex articolo 2900 codice civile, dal creditore particolare.

Ci si può surrogare a un debitore fallito?

Il fallimento del debitore privando questi della disponibilità e dell’amministrazione dei suoi beni e devolvendo le stesse al curatore, determina il venir meno dei presupposti della legittimazione del creditore all’azione surrogatoria di cui all’articolo 2900 codice civile. Ogni azione individuale potrà essere proseguita nell’interesse della massa passiva dal solo curatore fallimentare.

Si può proporre un’insinuazione al passivo in via surrogatoria?

L’azione surrogatoria può essere esercitata anche mediante domanda di ammissione al passivo del fallimento del debitore del proprio debitore Nell’esercizio di tale azione il creditore svolge le medesime pretese creditorie del debitore surrogato e deve quindi proporle nella stessa sede in cui è tenuto a farlo quest’ultimo.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Vane

14/04/2012 11:56:53

in caso di accollo interno il creditore (accollatario) perchè ha diritto di agire ex art.2900 nei confronti dell'accollante (terzo), visto che in realtà l'accollatario non ha un vero e proprio diritto nei confronti dell'accollante essendo l'accollo interno? e visto che il terzo (accollante) non è suo debitore???

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