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Regime fiscale agevolato per le nuove attività - c.d. forfettino

del 06/06/2011
CHE COS'È?

Regime fiscale agevolato per le nuove attività - c.d. forfettino: definizione

La Legge Finanziaria 2001 ha introdotto un regime agevolato per le nuove attività di lavoro autonomo e di impresa di cui all'articolo 13 della Legge 388/2000, meglio noto come “forfettino”e che nel tempo ha riscosso un significativo successo. 
L’intento è quello di creare condizioni favorevoli per la nascita e lo sviluppo di nuove attività consentendo, per i soli primi tre esercizi di attività ed a determinate condizioni, di beneficiare di semplificazioni in materia di adempimenti contabili, una tassazione particolarmente favorevole e, su opzione, l’assistenza fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. 
Si tratta di un’opzione sempre favorevole rispetto al regime ordinario in linea generale, anche se una corretta valutazione va effettuata considerando l’intera posizione del contribuente, rilevando in tal senso diversi fattori in grado di accentuare o mitigare i possibili vantaggi di adesione al regime. La verifica della convenienza va quindi valutata caso per caso. 
Rispetto al regime dei minimi, appare in linea di principio più favorevole da un punto di vista economico, mentre è meno attraente per le semplificazioni amministrative. I benefici maggiori si hanno in presenza di altri redditi oltre a quelli derivanti dall'attività esercitata con partita IVA. 

 Agevolazioni: 
  • applicazione di un’imposta sostitutiva ai fini delle imposte sui redditi pari al 10% del reddito di impresa, professionale o di lavoro autonomo, in luogo del concorso al reddito complessivo in dichiarazione dei redditi (le aliquote marginali IRPEF in tal caso variano dal 23% fino al 43%);  
  • esclusione dei redditi dalle addizionali regionale e comunale;  
  • esonero dall'applicazione delle ritenute d’acconto da parte del committente, previo rilascio di una certificazione in cui il titolare di partita IVA attesta di aver aderito al regime agevolato;  
  • esonero dalla tenuta delle scritture contabili e registrazione delle fatture, fermi restando l’obbligo di conservazione dei documenti e di numerazione delle fatture emesse e ricevute;  
  • calcolo del reddito imponibile con gli stessi criteri stabiliti per il regime ordinario;  
  • versamento annuale (anziché trimestrale) dell’IVA, senza interessi e senza previsione di acconti in corso d’anno;  
  • esonero dalla presentazione della Comunicazione Dati IVA, anche in presenza di un fatturato inferiore a € 25.822,84. 
Limiti: 
  • possibilità di aderire solo in sede di apertura della partita IVA;  
  • limitazione della durata del regime a soli 3 anni, senza possibilità di rinnovo;  
  • possibile perdita di detrazioni e deduzioni per oneri sostenuti in mancanza di altri redditi; in particolare per i contributi previdenziali e assistenziali versati non è garantita la possibilità di usufruire della deduzione dal reddito. 
Dott. Fabio Pozzoli e Dott. Francesco Pozzoli 
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza 
Studio Pozzoli - Commercialisti Associati

COME SI FA
L’analisi di convenienza deve essere effettuata prima di iniziare l’attività poiché non è possibile optare per tale regime fiscale successivamente. La volontà di aderire va effettuata nel modulo di richiesta di attribuzione della partita IVA. 

Aspetti operativi: 
  • in fattura va riportata la causale IVA corrispondente all'aliquota di imposta da applicare;  
  • anche se non obbligatorio, è buona regola indicare in fattura l’esonero dall'applicazione delle ritenute d’acconto previste per legge (20% per redditi professionali e di lavoro autonomo e 11,50% per le provvigioni; in ogni caso e per ogni anno di adesione va rilasciata al committente una dichiarazione in cui si attesta di aver aderito al regime agevolato, sussistendone i requisiti di accesso;  
  • in caso ricorra in corso d’anno un causa di esclusione il ritorno al regime ordinario avviene a decorrere dal periodo di imposta successivo;
  • qualora venga superata in un periodo di imposta la soglia di € 46.481,12 di fatturato il regime decade già dal medesimo periodo di imposta in cui avviene l’esubero;  
  • l’opzione per il “forfettino” vincola il contribuente per almeno un anno e può essere revocata dandone comunicazione all'Agenzia delle Entrate. 
È possibile farsi assistere per tutti gli adempimenti direttamente dall'Agenzia delle Entrate, previa espressa richiesta. È inoltre stabilita la possibilità di richiedere un credito di imposta per l’acquisto dell’apparecchiatura informatica necessaria a ricevere l’assistenza in via telematica per il 40% delle spese sostenute con un importo massimo di € 309,97.

CHI
Requisiti di ingresso: 
  • persona fisica residente in Italia che inizia una nuova attività rilevante ai fini IVA; 
  • fatturato annuo non superiore a € 30.987,42 per le attività di prestazione di servizi, non superiore a € 61.974,83 per le altre attività;  
  • regolare adempimento degli obblighi previsti ai fini previdenziali e assistenziali. 
Cause di esclusione: 
  • società di qualsiasi tipo; 
  • apertura di una precedente partita IVA nei 3 anni precedenti la richiesta;  
  • attività è mera prosecuzione di un’attività svolta già in precedenza, anche se in qualità di lavoratore dipendente o di collaboratore occasionale.

FAQ

E' sempre conveniente il cosiddetto “forfettino” rispetto all’opzione per il regime dei minimi?

Sì. L’imposta sostitutiva nel caso del regime cosiddetto “forfettino” è pari al 10% e risulta in termini economici quasi sempre più favorevole. La valutazione di convenienza va fatta comunque caso per caso, anche in funzione delle semplificazioni in termini di adempimenti contabili e fiscali.

E' sempre conveniente il cosiddetto “forfettino” rispetto al regime ordinario?

No, anche se la convenienza risulta quasi sempre soddisfatta. Possibili casi contrari si possono verificare in presenza di oneri detraibili di vario genere (familiari a carico, 36 e 55 per cento, spese mediche, mutuo sull'abitazione principale, eccetera) che si possono sfruttare solo ed esclusivamente con il regime IVA ordinario in mancanza di altri redditi.

Con il regime “forfettino” devo pagare anche l’IRAP?

Non è prevista l’esclusione per Legge, anche se è possibile sostenere l’esclusione dall'assoggettamento ad IRAP in mancanza di un’autonoma organizzazione, quasi sempre verificata nel caso di specie.

Quando decade il regime in caso del venir meno dei requisiti?

Il regime decade dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di decadenza, fatta eccezione per il caso in cui si superi la soglia di € 46.481,11 di fatturato per cui la decadenza avviene già nello stesso periodo di imposta. In tal modo nell'ultimo anno di adesione al regime la soglia di fatturato è di fatto innalzata a € 46.481,11.

Posso accedere al regime se ho una partecipazione in una società commerciale?

Sì, a condizione di non svolgere incarichi di gestione all'interno della società, dunque di non essere amministratore.

Posso accedere al regime se ho svolto il praticantato come collaboratore prima di aprire la partita IVA?

Sì. Gli anni di pratica obbligatoria non rappresentano causa di esclusione per l’accesso al regime.

Posso accedere al regime se svolgo 2 attività diverse con la medesima partita IVA?

Sì, a condizione che non vengano superati complessivamente i limiti di fatturato annui.

Possono accedere al regime dei minimi i tabaccai ed i rivenditori di generi di monopolio in genere?

Sì, anche se in tal caso i limite dei ricavi appare una barriera notevole.

Posso passare dal regime del “forfettino” a quello dei minimi?

Sì, dal secondo anno in poi stante di vincolo di almeno 1 anno di adesione al regime in caso di opzione.

Va apposta la marca da bollo sulla fatture emesse?

No, a meno che l’attività svolta non ricada nei casi di esenzione dell’IVA secondo le regole ordinarie.

L’assunzione di dipendenti o il sostenimento di costi per collaborazioni rappresenta una causa di decadenza dal regime dei minimi?

No.

Posso compensare eventuali perdite con altri redditi?

No. Le perdite conseguite nell'ambito di un’attività in “forfettino” possono essere riportate per garantirne il successivo recupero per 5 anni ma devono essere compensate solo ed esclusivamente con redditi dello stesso tipo, dunque con redditi derivanti dal medesimo regime “forfettino”.

Contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori possono essere dedotti dal reddito derivante da un’attività per la quale si è optato per il “forfettino”?

No. La deduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali non è quindi sempre garantita.

Se non si indica la volontà di aderire al regime “forfettino” nel modulo di richiesta di attribuzione della partita IVA è preclusa ogni possibilità di adesione?

No. L’omessa o la tardiva comunicazione dell’opzione non determina necessariamente la decadenza dal regime.

E' sempre possibile aderire al regime in sede di apertura della partita IVA?

No. La semplice apertura di partita IVA non garantisce in modo automatico la possibilità di poter aderire al regime.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

teodora

05/09/2012 09:53:33

vorrei sapere, si l'atività infermieristica (con P.iva) po accedere al regime “forfettino.

Grazie

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