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Circostanza aggravante: abuso di autorità o relazioni

del 15/07/2016
CHE COS'È?

Circostanza aggravante abuso di autorità o relazioni: definizione

L’aver commesso il reato con abuso di autorità o di relazioni intercorrenti con la parte offesa, rappresenta una delle ragioni per cui la pena da infliggersi può essere aumentata, trattandosi di una particolare circostanza aggravante, specificamente prevista dalla legge. Trattasi di aggravante di carattere soggettivo, in quanto da valutarsi con riferimento alla particolare qualità personale del reo.
(Art 61 cp n.11)

Avv. Barbara Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avv. Barbara Sartirana


COME SI FA

Come si stabilisce l'aggravante di abuso di potere o relazione?

Secondo quanto stabilito dall'art 61 cp, per individuare la sussistenza di tale aggravante occorrerà verificare se chi ha commesso un reato è stato agevolato: dalla sua qualità di superiore, per cui abbia abusato della propria autorità sulla vittima; di persona vicina che abbia approfittato delle relazioni domestiche con la parte lesa; che abbia abusato della propria relazione qualificata con il soggetto danneggiato, rappresentata da un rapporto d’ufficio, professionale, di prestazione d’opera, di coabitazione o di ospitalità.

Risulta utile precisare e individuare l’esistenza di eventuali aggravanti soprattutto se si intende denunciare reati perseguibili a querela di parte: in molti casi, infatti, individuata l’aggravante, il procedimento potrà essere avviato anche d’ufficio, ossia anche in assenza di una formale querela da parte della persona offesa.

Ciò è importante non soltanto per evitare i termini di decadenza di 90 giorni per la presentazione della querela, ma anche per consentire a terzi, diversi dalla parte che abbia diritto di querela, di poter portare a conoscenza dell’Autorità reati per i quali il diretto interessato non abbia inteso, o non abbia potuto per tempo, querelare il responsabile.
Accade sovente nelle società, ad esempio, che il legale rappresentante sia l’unico dotato dei poteri di proporre querela, pertanto, in sua assenza, laddove la presenza dell’aggravante rendesse il reato perseguibile d’ufficio, anche altri potrebbero ottenere l’apertura di un procedimento penale a carico dei responsabili, nell’interesse della società.


CHI

La valutazione dell’aggravante contemplata dall'art 61 cp può essere inclusa nella denuncia presentata personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Segreteria di Procura eccetera). 

Nel caso in cui si voglia essere certi della sussistenza dell’aggravante o meglio circostanziare i fatti, o seguire il procedimento anche al fine di costituirsi eventualmente parte civile innanzi al Giudice Penale, è tuttavia consigliabile rivolgersi preventivamente ad un avvocato penalista, al fine di esaminare se esistano tutti i presupposti e in tal caso predisporre insieme la denuncia, da sottoporre poi all’Autorità Giudiziaria. 

Nel caso di un soggetto indagato per reato aggravato egli dovrà in ogni caso essere assistito da un legale per poter affrontare il processo e poter eventualmente valutare elementi da cui desumere l’insussistenza dell’aggravante. È indispensabile un avvocato penalista.


FAQ

Quali sono le particolari qualità che il reo deve avere perché sussista l’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Il reo deve essere in rapporto con la parte offesa per ragioni di ufficio o di prestazione d’opera (sia egli superiore, collega o subordinato) oppure esserne ospite, o in coabitazione.

Qual è il denominatore comune di tali qualità o rapporti tanto da costituire l’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Rappresentano un particolare disvalore del comportamento del reo perché commesso da chi si approfitti della vicinanza con una persona, della sua fiducia e disponibilità. Proprio perché posto in tale situazione di “benevolenza”, il reo è agevolato nella commissione del reato, con ciò violando la fiducia in esso da altri riposta o approfittando del proprio ruolo o incarico affidati. 

Ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni, cosa si intende per rapporti di ufficio?

Il termine "ufficio", va inteso tanto nel suo senso soggettivo, come esercizio di mansioni da parte dell'agente, quanto in senso oggettivo, come luogo in cui le stesse sono svolte. Conseguentemente, non conta la qualificazione del ruolo della persona, ma sono sufficienti anche rapporti di mero fatto. Ad esempio, è stata riconosciuta la sussistenza dell'aggravante delle relazioni d’ufficio nei confronti di una collaboratrice di fatto, che aveva iniziato a frequentare l'ufficio del datore di lavoro, dapprima solo in ragione di una relazione sentimentale.

Cosa si intende per rapporti di “coabitazione”, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Il concetto di “coabitazione” non si esaurisce nel rapporto di convivenza, ma comprende anche la permanenza non momentanea nell’abitazione privata, a prescindere dall’esistenza di specifiche relazioni personali. 

Il carcere può essere inteso come abitazione privata ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Sì, perché trattasi del luogo di “coabitazione” del detenuto con altri. Se egli commette reati in danno dei compagni o vicini di cella, può essere chiamato a rispondere dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni.

Nei rapporti di “coabitazione”, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni, rientrano anche inquilini dello stesso stabile o condominio?

In genere no, in quanto l’abuso di relazioni di coabitazione è configurabile solo tra inquilini della medesima abitazione intesa come appartamento, luogo del focolare domestico. Tuttavia, nei casi, ad esempio, di furto/appropriazione indebita di energia elettrica destinata ai servizi comuni da parte di un condomino, vi sono state valutazioni contrastanti da parte dei Giudici procedenti che hanno anche condotto all’applicazione dell’aggravante dell’articolo 61 n. 11 codice penale.

Cosa si intende per “ospite”, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Si deve considerare tale chiunque venga accolto, anche momentaneamente od occasionalmente, nella sfera domestica di una persona, con il consenso di quest’ultima.

Cosa si intende per abuso di “prestazioni d’opera”, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

Il significato è vasto, più di quanto si intenda in senso civilistico, riguardando non solo il rapporto di lavoro in senso stretto, ma qualsiasi rapporto giuridico che comporti l’obbligo di un affare, comprendendo tutti i casi in cui qualcuno abbia prestato ad altri la propria opera.

Qualche esempio di “prestatori d’opera”, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

L’aggravante si applica sovente ai mediatori, ai liberi professionisti, agli amministratori di condomini, agli agenti, a tutti coloro che approfittino della fiducia in essi riposta dalla persona offesa per motivi professionali.

È necessario che il rapporto qualificato sia solo tra l’agente e la persona offesa dal reato, ai fini della configurazione dell’aggravante di abuso di autorità o di relazioni?

No, non è necessario che il rapporto intercorra “direttamente” tra l’autore del fatto e la persona offesa, essendo sufficiente che l’agente si sia avvalso dell’esistenza di tale relazione per commettere il reato in danno di altri soggetti. È il caso, ad esempio, di un autotrasportatore che abbia sottratto merce non di proprietà del committente del trasporto, ma di una terza persona.

Può sussistere l’aggravante di abuso di autorità o di relazioni quando il particolare rapporto qualificato sia cessato?

In genere no;  tuttavia dipende sempre dalla valutazione degli elementi del reato e dal fatto che chi lo ha commesso, nonostante la fine del rapporto, si sia ancora potuto avvalere degli ancora attuali effetti favorevoli precostituitisi nel corso di esso.

Può sussistere l’aggravante di abuso di autorità o di relazioni in capo al dipendente che abbia alterato il cartellino segnatempo in danno del datore di lavoro?

No, perché in tal caso, non vi è un precedente affidamento fiduciario da parte del datore di lavoro, essendo il cartellino segnatempo posto dall’azienda proprio per meglio controllare i tempi di lavoro, non riponendo cieca fiducia a tal fine nei lavoratori.

L’appropriazione del denaro da parte di un’impresa bancaria è aggravata per abuso di autorità o di relazioni o rappresenta peculato?

Essendo gli istituti di credito per lo più imprese private, i dipendenti non rivestono più il ruolo di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, pertanto non si ravviserà il reato di peculato, ma sarà contestabile l’aggravante prevista dall’articolo 61 n. 11 codice penale. 

Sussiste l'aggravante di abuso di autorità o relazioni nel caso in cui il reato sia commesso autonomamente da un delegato di un'assicurazione?

Sì, il reato commesso da tale delegato sarà aggravato poiché egli ha approfittato della fiducia in lui riposta in virtù della sua posizione di rappresentanza dell'assicurazione. E' il caso, ad esempio, di chi abbia agito in qualità di sub-agente di una data compagnia di assicurazioni, al fine di procurare a sé un ingiusto profitto, appropriandosi del denaro che la persona offesa gli aveva consegnato quale pagamento delle rate delle polizze dalla medesima stipulate. Se egli non avesse ricoperto tale posizione (relazione di prestazione d'opera per l'assicurazione), di sicuro la parte lesa non gli avrebbe consegnato le somme di denaro.

Perchè sussista l'aggravante è necessario che vi sia un incarico formale di prestazione d'opera?

No, l'incarico o il rapporto possono anche derivare da accordi verbali o situazioni di fatto. Ad esempio può sussistere l'aggravante nei confronti dell'amico che si sia occupato della vendita di beni della persona offesa e si sia appropriato degli stessi o del corrispettivo in denaro, con ciò approfittando del particolare rapporto di amicizia. Diversamente non sarebbe stato così agevolato nella commissione del reato.

Il reato di appropriazione indebita di beni della moglie da parte dell'ex coniuge legalmente separato è aggravato ai sensi dell'art 61 cp n.11?

Sì, il reato di appropriazione indebita di beni della moglie da parte dell'ex coniuge legalmente separato è aggravato ai sensi dell'art 61 cp n.11, poiché l'appropriazione è potuta avvenire ed è stata agevolata in ragione del particolare rapporto personale e domestico.

Il reato di appropriazione indebita di beni della moglie da parte dell'ex coniuge legalmente separato può essere procedibile d'ufficio in quanto aggravato?

In tal caso no, occorrerà necessariamente la presentazione della querela nei termini da parte della moglie, in quanto specificamente previsto dall'articolo 649 comma 2 del codice penale, che disciplina la limitata punibilità dei reati commessi in danno di familiari e congiunti.

Sussiste l'aggravante di abuso di relazioni anche nel caso in cui a commettere il reato sia stata la persona ospitante e non l'ospite?

Certamente sì. Ciò in quanto la "ratio" dell'aggravante è da ravvisarsi nella violazione del sentimento di fiducia che intercorre tra le parti del rapporto di ospitalità, indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia l'ospite o l'ospitante. E' proprio l'agevolazione che da tale rapporto deriva alla commissione del reato che comporta più pesante sanzione penale.
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