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Aggravante del reato

del 19/11/2015
CHE COS'È?

Aggravante del reato: definizione

Quando si parla di aggravante del reato, o di circostanza aggravante, ci si riferisce, in diritto, a una situazione o a un elemento di fatto che può accompagnare l'omissione o l'azione illecita prevista come reato e che rappresenta un motivo perché la pena inflitta all'imputato venga aumentata. In presenza di circostanze aggravanti, in sostanza, viene aumentata la pena, o comunque applicata una pena differente e più grave.


COME SI FA

Che differenza c'è tra le aggravanti specifiche e le aggravanti comuni?

Le aggravanti specifiche, definite anche come aggravanti speciali, sono quelle che sono previste per figure di reato singole: per esempio, per i delitti contro la vita e l'incolumità; è la legge a indicare la misura di aumento della pena. Le aggravanti comuni, invece, sono quelle che sono previste per un numero di reati indefinito, a meno che non siano incompatibili con i reati stessi.

Quali sono le circostanze aggravanti comuni?

L'articolo 61 del Codice Penale italiano elenca le aggravanti comuni, che sono: avere agito per motivi futili o abietti; avere eseguito il reato allo scopo di nasconderne o commetterne un altro, o comunque per ottenere un profitto, per sé o per altri, o per ricavare l'impunità per un altro reato; avere agito a dispetto della previsione dell'evento, nei delitti colposi; avere agito in maniera crudele nei confronti delle persone o avere compiuto sevizie; avere approfittato di circostanze tali da ostacolare la difesa privata o pubblica; avere compiuto il reato dopo essersi sottratti all'esecuzione di un ordine di carcerazione, di cattura o di arresto o all'esecuzione di un mandato per un reato precedente; avere causato alla persona offesa un danno patrimoniale di gravità rilevante nei delitti che offendono il patrimonio; avere cercato di aggravare o avere aggravato le conseguenze del reato compiuto; avere compiuto il reato venendo meno ai doveri che discendono da un pubblico servizio o da una pubblica funzione, abusando del proprio potere o violando la natura di ministro di un culto; avere compiuto il reato contro un agente consolare o diplomatico di un Paese esterno, contro una persona con l'incarico di ministro di un culto ammesso dallo Stato o contro una persona incaricata di un pubblico servizio; avere compiuto il reato abusando di relazioni di ufficio, di relazioni domestiche, di autorità, di prestazione d'opera, di ospitalità o di coabitazione; avere compiuto il reato mentre ci si trova sul territorio nazionale in modo non legale; avere agito contro un soggetto minore vicino o all'interno di una scuola o di un istituto di formazione.


CHI

L'avvocato penalista.


FAQ

1. Come si applica l'aumento della pena?

L'aumento della pena viene calcolato sulla quantità di pena che verrebbe applicata al colpevole dal magistrato nel caso in cui non intervenisse la circostanza che deve essere applicata. Nel caso in cui vi siano più aggravanti, l'aumento di pena, in conseguenza del concorso omogeneo di circostanze, interviene sulla quantità di pena che risulta dall'aumento.

2. Cosa si intende per motivi futili o abietti?

Quando si parla di motivi futili, si fa riferimento a motivazioni che sono totalmente impalpabili rispetto alla reazione illegale che viene attuata: si ha a che fare, in pratica, con un semplice pretesto per un'azione criminale, che non ha alcuna consistenza. Quando si parla di motivi abietti, invece, si fa riferimento a motivazioni che contrastano con il sentimento sociale comune: un esempio di motivo abietto può essere individuato nella vendetta nel caso in cui essa abbia lo scopo di sopraffare l'avversario e di affermare il prestigio criminale. Per i motivi futili e abietti l'aggravante è sempre compatibile con il tentativo, mentre si discute a proposito della correttezza nell'applicarla nel caso in cui si sia in presenza di uno stato di seminfermità mentale.
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