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Recupero crediti controversie internazionali

del 15/03/2017
CHE COS'È?

Recupero crediti controversie internazionali: definizione

Per il recupero crediti nell'ambito delle controversie internazionali è necessario fare riferimento al Regolamento CE n. 44 del 22 dicembre del 2001 che riguarda la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in tema civile e commerciale, che ha sostituito la Convenzione di Bruxelles del 1968. Sulla base di queste norme, un operatore italiano che vende merci a un operatore che risieda in uno dei Paesi della Ue può risolvere le possibili dispute facendo riferimento a un giudice italiano, convenendo in Italia in presenza di una controversia e sollecitando che la sentenza emessa venga eseguita nel Paese in cui risiede la controparte. Se, però, si ha a che fare con una controparte situata in un Paese extra Ue, è necessario ricordare che non esistono quasi mai delle convenzioni internazionali che leghino tali Stati con il nostro dal punto di vista del riconoscimento reciproco delle sentenze e della loro esecuzione. Ecco perché, nel caso di un recupero crediti, se anche si ottiene in Italia una sentenza che porta alla condanna di un debitore, laddove questo risieda in un Paese extra Ue con cui non sono previste convenzioni bilaterali è molto alta la probabilità che la sentenza non venga riconosciuta e messa in atto.


COME SI FA

Che cosa succede se i beni di un debitore extra Ue sono aggredibili in Italia?

Il recupero crediti nelle controversie internazionali diventa più semplice se si è alle prese con debitori che risiedono in uno Stato extra Ue ma che hanno crediti o beni che possono essere aggrediti in un Paese dell'Unione Europea o addirittura in Italia. In una circostanza del genere, infatti, si possono sfruttare le sentenze di condanna italiane per aggredire i crediti in questione. Ecco perché è consigliabile avviare un'azione giudiziaria nel nostro Paese nei confronti di un debitore extra Ue solo se si verificano le condizioni indicate.


CHI

Un avvocato esperto in diritto internazionale.


FAQ

1. Che cosa si può fare quando si è alle prese con debitori extra Ue che non hanno crediti aggredibili in Italia?

In questo caso, e comunque in tutti i casi in cui non ci sono crediti o beni aggredibili in un Paese dell'Unione Europea, la sola soluzione a cui si può pensare è quella che prevede di assegnare un incarico a un avvocato che risieda nel Paese extra Ue del debitore, in modo tale che possa essere trasmessa a quest'ultimo una diffida. Se, poi, la diffida non dovesse far scaturire alcun effetto, non c'è altra via percorribile che quella di dare il la a un'azione giudiziaria in quel Paese. Ad ogni modo, per il recupero di crediti di valore piuttosto modesto non è consigliabile incaricare un avvocato straniero, dal momento che si rischierebbe di far fronte a spese legali più elevate rispetto al valore del credito che si otterrebbe.

2. Come ci si dovrebbe comportare quando non si ha la possibilità di rivolgersi a un avvocato straniero?

Nei casi in cui non sia consigliabile affidarsi a un avvocato straniero, per questioni di praticità o economiche, ci si può rivolgere a uno studio italiano, meglio se con corrispondenti nel Paese in cui si trova il debitore, a cui demandare il compito di trasmettere una diffida al debitore stesso. In alternativa, ci si può rivolgere all'Ice o a un altro organismo ad hoc per provare a recuperare in via stragiudiziale i crediti a cui si ha diritto.
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