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Immobili: comunione dei beni

del 31/03/2017
CHE COS'È?

Immobili comunione dei beni: definizione

La comunione dei beni per gli immobili prevede che i coniugi condividano gli stessi. Per esempio, una casa che viene acquistata nel corso di un matrimonio, da uno solo dei coniugi o da tutti e due, entra a far parte della comunione dal momento che rientra tra gli acquisti eseguiti dai coniugi separatamente o insieme. Occorre, come si può notare, che l'acquisto sia stato compiuto dopo il matrimonio; viceversa, nel caso di un'abitazione comprata in precedenza, si tratta di un bene personale. L'accessione per l'opera costituita da uno dei due o da entrambi i coniugi sul suolo di proprietà di uno dei due è stata esclusa dalla comunione: in una circostanza del genere, pertanto, la proprietà dell'immobile spetta unicamente a chi possiede il suolo, mentre l'altro pur non disponendo della proprietà ha comunque un diritto di credito per il contributo fornito. I diritti di credito non rientrano nella comunione dei beni, secondo l'orientamento giurisprudenziale prevalente.


COME SI FA

Come ci si comporta in presenza di un alloggio che è stato assegnato in cooperativa?

Per un alloggio di questo tipo - è il caso, per esempio, dell'edilizia residenziale pubblica - la comunione inizia nel momento dell'acquisto; la cifra che è stata pagata in precedenza costituisce un diritto di credito. 

Come ci si comporta quando uno dei due coniugi ha firmato un preliminare?

La firma di un preliminare da parte di uno dei coniugi e non di tutti e due può essere riferita unicamente al singolo: ciò si spiega con il fatto che tramite il contratto preliminare non è previsto il trasferimento di alcun bene, ma si ha a che fare unicamente con l'obbligo di contrarre. In altri termini, l'obbligo che è stato assunto rientra unicamente nella sfera giuridica del coniuge che ha firmato, e non si può parlare di acquisto del bene come nell'ipotesi di cui si parla nell'articolo 177 del codice civile.


CHI

Un avvocato specializzato in diritto di famiglia.


FAQ

1. Quali sono i beni personali?

Restano beni personali, e dunque non soggetti alla comunione, i beni di cui uno dei due coniugi era titolare di diritto di godimento o proprietario prima di contrarre il matrimonio, ma anche i beni che uno dei due coniugi ha ricevuto in successione o per una donazione dopo il matrimonio, sempre che nel testamento o nell'atto di liberalità non sia stato indicato che essi debbano essere attribuiti alla comunione. Ancora, sono da ritenersi beni personali quelli che servono all'esercizio di una professione, a meno che non si tratti di beni che sono destinati a condurre un'azienda che fa parte della comunione, e quelli di uso strettamente personale per ogni coniuge, con gli accessori annessi. Infine, non fanno parte della comunione dei beni quelli che sono stati acquisiti con lo scambio o con il prezzo del trasferimento di beni personali, a condizione che l'atto di acquisto lo specifichi, e quelli che sono stati ottenuti per un risarcimento danni. Vale la pena di ricordare che l'acquisto di beni immobili che è avvenuto in seguito al matrimonio non può rientrare nella comunione nel caso in cui l'atto di acquisto preveda in maniera esplicita questa esclusione e se anche il coniuge escluso è stato parte dell'atto. Ciò è vero, per altro, anche per alcuni beni mobili come per esempio gli autoveicoli, gli aerei, le imbarcazioni e le navi, per i quali è obbligatoria la pubblicità con trascrizione.
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