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Domande & risposte

Mio padre è morto sette mesi fa ed era socio di una s.r.l. con i suoi fratelli. Per sapere che tipo di diritto ho acquisito assieme a mia madre e mia sorella devo sapere cosa prevede lo statuto della società?

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La legge prevede che le partecipazioni in società a responsabilità limitata siano liberamente trasmissibili, non solo per atto tra vivi, ma anche a causa di morte del socio. Ne consegue che gli eredi di un socio di srl, di regola, succedono al socio defunto, acquisendo la sua partecipazione e subentrando in tutti i diritti e gli obblighi che la partecipazione nella srl comporta.

Tuttavia, i soci superstiti possono avere interesse ad evitare che nella compagine sociale entrino per effetto di successione, soggetti sconosciuti. Per rendere concreto tale interesse è però  necessario che l'atto costitutivo della srl preveda espressamente delle limitazioni al libero trasferimento delle quote agli eredi del socio defunto.
Ad esempio, l’atto costitutivo può prevedere delle clausole che stabiliscono la non trasferibilità delle quote, sia in via assoluta che in forma relativa (cioè subordinata al gradimento da parte degli organi sociali, di soci o di terzi), oppure la consolidazione della quota del defunto in capo agli altri soci, o ancora l'obbligo di acquisto della quota del defunto da parte degli altri soci.

Queste clausole, però, se possono impedire o limitare l’ingresso degli eredi o legatari nella compagine sociale della srl, in nessun caso possono avere l'effetto di impedire agli eredi di ottenere la liquidazione della quota del defunto in alternativa all'acquisto della qualità di socio. La legge, infatti, stabilisce che se le clausole dell'atto costitutivo impediscono in assoluto la trasmissibilità a causa di morte della partecipazione (ad esempio con l'automatico accrescimento della quota in favore degli altri soci) o ne subordinano il trasferimento al mero gradimento degli organi sociali, di soci o di terzi, senza introdurre alcuna disposizione in ordine alle modalità di rimborso del valore della quota né un termine entro cui debba avvenire la liquidazione della partecipazione, gli eredi del socio defunto possono esercitare il diritto di recesso dalla società.
La stessa facoltà di recesso spetta anche qualora l'atto costitutivo preveda una modalità di calcolo del rimborso in favore degli eredi differente rispetto a quella prevista dall'articolo 2473 codice civile (rimborso in proporzione del valore del patrimonio sociale).

 Nel caso di specie, pertanto, sarà necessario verificare se l’atto costitutivo o lo statuto della srl di cui il padre defunto era socio prevedono delle clausole che limitano in qualche maniera il trasferimento della partecipazione.
Si ricorda che in ambito societario i diritti si prescrivono nel termine di cinque anni dal momento in cui possono essere fatti valere. Pertanto, in caso di inerzia dei soci superstiti a regolare le conseguenze della morte del socio in base all’atto costitutivo,  sarà onere degli eredi provocare il compimento degli atti necessari a far sì che si verifichi la condizione per l’acquisto o meno della qualità si socio (ad esempio la delibera dei soci o dell’organo amministrativo), ricorrendo ai diritti che, a seconda dei casi, la legge loro attribuisce.

In ogni caso, come sopra accennato, gli eredi non resteranno senza tutela. Se ad esempio una clausola statutaria prevede l’automatico accrescimento delle quote in capo agli eredi defunti, oppure i soci superstiti esprimono voto negativo al subentro degli eredi nella società, questi ultimi avranno sempre diritto alla liquidazione di una somma di denaro che vada a compensare il mancato subentro.
Nell’ipotesi di intrasmissibilità assoluta della quota o di trasferimento subordinato al mero gradimento di terzi, gli eredi avranno diritto di recedere dalla società, con obbligo per i soci superstiti di liquidare la quota del defunto, al suo valore di mercato (calcolato in proporzione al valore del patrimonio sociale) al momento del recesso, entro 180 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso da parte della società.
Va però sottolineato che in questo caso sono ritenute valide eventuali clausole che impediscano il recesso prima del decorso di un determinato periodo di tempo, comunque non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della partecipazione.

Peraltro, nel silenzio dell’atto costitutivo o dello statuto, qualora gli eredi non siano interessati a subentrare nella posizione del defunto, potrà essere verificata la disponibilità dei soci superstiti ad acquisire la quota del socio defunto, corrispondendone il valore agli eredi stessi.

Avv. Marco Agami
Ceccon & Associati - Padova



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