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Pensioni: quali benefici per lavori usuranti e gravosi

del 17/01/2017
di: Redazione
Pensioni: quali benefici per lavori usuranti e gravosi

Dal 1 gennaio 2017 entrano in vigore le disposizioni della riforma delle pensioni contenuta nella Legge di Bilancio. Oggi illustriamo la differenza tra lavoro usurante e lavoro gravoso, e le relative soluzioni previste per la pensione anticipata 2017.

Qual è il lavoro usurante?

Il D.Lgs. n. 67/2011 riconosce come lavoro usurante determinate attività particolarmente faticose e pesanti, tali da poter porre il lavoratore nella condizione di chiedere la pensione anticipata. Rientrano nella categorie delle professioni usuranti: i lavoratori addetti alla linea di catena, le attività professionali svolte in galleria, cava o miniera, i lavori ad alte temperature, quelli in cassoni ad aria compressa, le attività per asportare l’amianto e quelle per la lavorazione del vetro cavo, i lavori nella catena di montaggio, le operazioni svolte dai palombari, i lavori espletati in spazi ristretti, i lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno, i conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

I requisiti necessari ai lavoratori che svolgono professioni usuranti per chiedere la pensione anticipata 2017 sono 61 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi oppure 62 anni e 7 mesi di età ma 35 anni di versamenti. Inoltre, il lavoratore deve dimostrare di aver svolto l’attività in questione per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni.

Qual è il lavoro gravoso?

La categoria dei lavori gravosi è nuova, è infatti stata introdotta nella Legge di Stabilità 2017. Con l’espressione lavori gravosi si fa riferimento a tutte quelle attività lavorative tanto impegnative da essere pericolose se svolte a lungo e in modo continuato. Per esempio: gli operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia, i conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, i conduttori di mezzi pesanti e di convogli ferroviari, i conciatori di pelle e di pellicce, gli infermieri e le ostetriche con lavoro organizzato in turni, gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, gli insegnanti della scuola di infanzia e degli asili nido, i facchini e il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, gli operatori ecologici.

I lavoratori che svolgono mansioni gravose possono chiedere di accedere all’Ape sociale, cioè il pensionamento con 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi versati e, in alcuni casi, con la quota 41.

Fonti: www.pensionioggi.it, www.inps.it 

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