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Voluntary disclosure, in arrivo la “seconda edizione”

del 26/05/2016
di: Redazione
Voluntary disclosure, in arrivo la “seconda edizione”

Il 12 maggio scorso il premier Matteo Renzi ha annunciato un nuovo programma di emersione dei capitali detenuti illegalmente all’estero. “L’ipotesi di una voluntary disclosure 2 è molto concreta” ha dichiarato il presidente del consiglio. Questa procedura, caldeggiata dall’Ocse che ha proposto anche di renderla permanente, è già stata applicata da molti paesi, tra cui Usa, Canada, Belgio e Spagna.

 

In Germania e Francia è ormai organica e non si esclude che in futuro questa misura possa diventare strutturale anche nel nostro paese. Anche perché c’è l’urgenza di disinnescare le clausole di salvaguardia che porteranno all’aumento dell’Iva. Inoltre, dopo lo scandalo dei Panama papers, l’Italia ha capito l’urgenza di un giro di vite contro un fenomeno di elusione che ha dimensioni sconosciute ma sicuramente ragguardevoli. Basta pensare, infatti, che con la prima voluntary disclosure sono rientrati circa 60 miliardi di euro, che hanno generato un extra gettito di 3,8 miliardi, impiegati per la quasi totalità tra il 2015 e l’inizio del 2016. 

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