Due pareri del Mise, pubblicati rispettivamente il 29 ottobre e il 3 novembre scorsi, hanno reso meno rigido l’accesso al regime agevolato per le start up innovative, di cui si è iniziato a parlare nel nostro ordinamento dal 2012 con i decreti a firma di Corrado Passera.
Tra le novità più importanti introdotte con i pareri, l’estensione a 60 mesi (prima erano 48) del limite entro il quale una start up può essere considerata innovativa, con le conseguenti agevolazioni previste. Inoltre, viene innalzato da 4 a 5 anni il periodo massimo di esonero dal pagamento dei diritti di segreteria per l’iscrizione nel registro delle imprese e dell’imposta di bollo. Aumenta anche il periodo di moratoria relativo al diritto annuale di pagamento per le camere di commercio.
Ancora: per sburocratizzare le procedure di costituzione di una start up innovativa, si introduce la possibilità di utilizzare la firma digitale, senza coinvolgere un notaio. Infine, si innalza da 15 a 50.000 euro la soglia per l’applicazione del visto di conformità.
