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Un patentino energetico per gli edifici

del 28/05/2013
di: di Andrea Mascolini
Un patentino energetico per gli edifici
Cambia nome la certificazione energetica degli edifici, che diventa «attestato di prestazione energetica», obbligatorio per tutti gli immobili o unità immobiliari, anche pubbliche (oltre i 500 metri quadrati, ma la soglia scenderà a 250 metri quadrati da luglio 2015); in tutti i contratti di vendita o affitto l'attestato dovrà essere prodotto a cura del proprietario, fin dall'inizio delle trattative contrattuali; confermato l'obbligo di dare conto della «classe» energetica dell'appartamento negli annunci immobiliari. È quanto prevede lo schema di decreto-legge, al vaglio del prossimo consiglio dei ministri, in materia di energia che ridisegna la disciplina dell'articolo 6 del decreto 192/2005, già modificato dal decreto 311 del 2006. Innanzitutto cambia la denominazione dell'atto di certificazione energetica, adesso denominato «attestato di prestazione energetica» che deve essere rilasciato per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo locatario e per gli edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 500 metri quadrati (ma dal 9 luglio 2015 la soglia scenderà a 250 metri quadrati). Per gli edifici pubblici il proprietario sarà tenuto a produrre l'attestato entro quattro mesi e ad affiggerlo all'ingresso in maniera che sia evidente \al pubblico. Per gli edifici nuovi l'attestato verrà prodotto al termine dei lavori, se invece si tratta di edifici esistenti, l'attestato sarà prodotto a cura del proprietario dell'immobile. Il proprietario dell'immobile, al momento della vendita o dell'affitto dell'appartamento (se l'edificio o l'appartamento non ha l'attestato) dovrà produrlo e renderlo disponibile fin dall'avvio delle prime trattative per la vendita o l'affitto dell'immobile. L'obbligo di dotare l'edificio di un attestato di prestazione energetica non scatta laddove sia già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/Ce. L'obbligo di inserimento della clausola di avere aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, sulla prestazione energetica degli edifici scatterà «nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari», quindi, per «nuovi» deve intendersi quelli stipulato dopo l'entrata in vigore del provvedimento. Dal punto di vista della validità, lo schema di decreto-legge stabilisce che L'attestato di prestazione energetica ha una validità massima di dieci anni a partire dal suo rilascio; deve però essere aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione che modifichi la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare. Molto dipenderà anche dal rispetto delle prescrizioni, in termini di adeguamento, previste dal decreto del 16 aprile 2013, concernente i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo manutenzione e ispezione degli impianti termici. Infatti, nel caso di mancato rispetto di dette disposizioni, l'attestato di prestazione energetica decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata. Confermato l'obbligo di indicare sugli annunci immobiliari l'indice di prestazione energetica dell'involucro edilizio e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare. L'attestato di qualificazione energetica, che è cosa diversa da quello di «prestazione» energetica, è invece un altro atto, facoltativo, previsto per semplificare il successivo rilascio della prestazione energetica e può comprendere anche possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche e la classe di appartenenza dell'edificio, o dell'unità immobiliare, in relazione al sistema di attestazione energetica in vigore, nonché i possibili passaggi di classe a seguito della eventuale realizzazione degli interventi stessi.

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