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Autisti di mezzi pubblici in pensione a 60 anni

del 18/04/2013
di: Leonardo Comegna
Autisti di mezzi pubblici in pensione a 60 anni
Gli autisti dei mezzi pubblici non subiscono le ristrettezze della riforma Fornero. Continueranno infatti ad andare in pensione con le vecchie regole. È quanto precisa l'Inps nel msg. 6340/2013. La nota ricorda anzitutto che le recenti riforme non hanno modificato la disposizione speciale (art. 3, comma 6, del dlgs 414/1996) che fissa in 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne l'età pensionabile degli iscritti al soppresso Fondo di previdenza degli addetti ai pubblici servizi di trasporto che rivestono la qualifica di «personale viaggiante». Requisiti anagrafici che devono comunque essere adeguati alla cosiddetta speranza di vita, tranne nel caso in cui venga meno «il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per il raggiungimento di tale limite di età». Tale fattispecie si verifica solo nell'ipotesi in cui, per una specifica attività lavorativa, è espressamente previsto, normativamente, un limite massimo di età. Ciò ricorre nelle seguenti ipotesi: quando l'autista di autobus o il conducente di tram ha compiuto 60 anni e non chiede l'elevazione del limite di età o quando l'autista sottoposto a 60 anni a visita per l'elevazione del limite di età, non lo ottiene. In tali situazioni l'accesso alla pensione anticipata di vecchiaia si consegue al raggiungimento del limite di età di 60 anni più la vecchia finestra trimestrale di cui alla legge n. 247/2007. Viceversa, il titolo abilitante non viene meno nell'ipotesi in cui l'autista al compimento di 60 anni abbia ottenuto l'elevazione del limite di età, e per tutti gli altri profili appartenenti alla qualifica di personale viaggiante (macchinista, capotreno, controllore ecc.). In tali situazioni l'accesso alla pensione si consegue a 60 anni più incremento per l'adeguamento alla speranza di vita (3 mesi nel 2013), più la cosiddetta finestra mobile (slittamento di 12 mesi).

La circolare ricorda poi che gli iscritti al soppresso Fondo possono essere collocati in pensione per invalidità (cosiddetta specifica) se riconosciuti invalidi in modo permanente e assoluto alle funzioni proprie delle qualifiche di cui sono rivestiti, quando abbiano almeno dieci anni di servizio e purché per incapacità fisica o per mancata disponibilità di posti, non possano essere adibiti ad altri servizi dell'azienda. Con riguardo al personale viaggiante, precisa l'Inps, tale prestazione può essere riconosciuta fino a quando non siano maturate tutte le condizioni previste per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia.

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