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La Pex amplia i suoi confini e diventa meno restrittiva

del 30/03/2013
di: di Duilio Liburdi
La Pex amplia i suoi confini e diventa meno restrittiva
La cessione di partecipazioni in società che svolgono una attività preparatoria o sono in fase di start up con la finalità di integrare l'attività operativa prima di iniziare l'attività commerciale vera e propria rientra nel campo di applicazione della pex, come pure l'ipotesi della immobiliare che, oltre alla locazione, garantisce anche servizi aggiuntivi rilevanti. Inoltre, l'esenzione potrebbe comunque competere laddove l'attività commerciale sia stata interrotta in modo non strumentale nell'ambito del triennio. Sono queste alcune delle indicazioni fornite dall'agenzia delle entrate con la circolare n. 7 di ieri con la quale l'amministrazione analizza, dopo otto anni, il funzionamento del regime della participation exemption disciplinato dall'art. 87 del Tuir e attraverso il quale la plusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione è esente, come noto, per il 95% del relativo ammontare. La sensazione è che il documento redatto dall'agenzia delle entrate sia indirizzato ad un approccio meno restrittivo rispetto al passato in alcune situazioni nelle quali l'agenzia stessa aveva assunto posizioni assolutamente insostenibili da un punto di vista tecnico. Considerando, inoltre, che l'amministrazione ha comunque tutta la possibilità di verificare, attraverso l'applicazione dell'articolo 37-bis del dpr. 600/73, l'eventuale utilizzo distorto della norma. Ulteriore conseguenza di questo nuovo documento potrebbe essere quella di modificare delle posizioni radicate, ad esempio, in un contenzioso visto che la circolare è un documento che, a fronte di una norma identica, fornisce delle interpretazioni di diverso segno rispetto al passato. Una parte della circolare è poi dedicata alla analisi delle problematiche pex in relazione alle società estere.

Il triennio di svolgimento dell'attività commerciale. Come noto, uno dei requisiti fondamentali per l'ottenimento della esenzione del 95% della plusvalenza di cessione di partecipazioni immobilizzate, è lo svolgimento di una attività commerciale da parte della partecipata per un periodo ininterrotto di tre anni. Sul punto, l'Agenzia delle entrate afferma, in primo luogo, che il requisito in questione sussiste nel momento in cui l'impresa abbia una struttura produttiva che anche potenzialmente consenta di produrre ricavi e che sia coerente con lo statuto sociale. Quello che viene messo in rilievo, dunque, è l'idoneità allo svolgimento di una attività di produzione di beni o di commercializzazione di beni o servizi non assumendo rilievo, in questo contesto, anche una interruzione della attività che abbia però carattere temporaneo e che non sia strumentale a conseguire, ad esempio, minusvalenze deducibili.

Le imprese in start up. Finalmente l'Agenzia, sul tema della pex, prende in considerazione tutte quelle situazioni in cui l'attività di impresa non può iniziare in modo istantaneo ma necessita di una attività preparatoria anche legata allo specifico settore di attività. Su questi temi, talvolta, l'Agenzia delle entrate ha assunto posizioni difficilmente sostenibili da un punto di vista tecnico. Si pensi, ad esempio, al caso trattato nella risoluzione n. 323/07 nel quale venne esaminata l'ipotesi di una società che gestiva un complesso alberghiero che, prima di funzionare, necessitava di interventi di ristrutturazione affermando che tali operazioni preliminari non denotavano commercialità. La circolare di ieri, su questi temi, assume una posizione molto più logica affermando, ad esempio, come: sono atti tipici quelle attività dirette a rendere operativa la struttura aziendale comprese quelle relative a studi preparatori, ottenimento di permessi, autorizzazioni e licenze; conseguentemente, il periodo di start up, pur non valutabile autonomamente, concorre alla formazione del triennio da valutare per individuare il requisito di commercialità. In questo concetto, come accennato, logicamente dovrebbero rientrare anche tutti quegli interventi di ristrutturazione di beni che sono decisivi per lo sfruttamento produttivo dei beni stessi come, appunto, nel caso della risoluzione del 2007.

Immobiliari e società del settore energetico. Una parte della circolare è destinata a illustrare il caso delle società immobiliari che, oltre a svolgere una attività di locazione, forniscono anche dei servizi aggiuntivi ai soggetti che utilizzano gli immobili. Riprendendo il contenuto di una risposta a una interrogazione parlamentare, l'Agenzia delle entrate afferma come nel caso di cessione della partecipazione di una società che svolge appunto attività locativa e fornisce servizi, qualora questi siano di rilevante entità, competerà l'esenzione del 95% della eventuale plusvalenza di cessione. Pertanto, non compete la pex nel caso, unicamente, di gestione passiva degli immobili mediante la pura locazione. Con riferimento alle società che operano nel settore energetico, di fatto l'indicazione dell'amministrazione finanziaria è una declinazione dell'ipotesi relativa alla start up in quanto, con riferimento allo specifico settore, è evidente come la produzione di energia debba essere preceduta da una rilevante attività di ricerca e studio.

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