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Con la riforma incentivi, in moto 630 mln di euro

del 16/03/2013
di: Roberto Lenzi
Con la riforma incentivi, in moto 630 mln di euro
La riforma degli incentivi alle imprese permetterà di finanziare le aziende che realizzano investimenti che potenziano la struttura produttiva del Paese, che si trovano in aree di crisi, che investono in ricerca e sviluppo e che si sviluppano sui mercati esteri. I fondi arrivano dal Fondo per la crescita sostenibile (si veda ItaliaOggi di ieri), il cui decreto attuativo è alla registrazione della Corte dei conti. Subito dopo la registrazione, potranno essere resi operativi i primi bandi di contributo. La dotazione iniziale del Fondo è di 630 milioni di euro circa, a cui potranno aggiungersi i finanziamenti agevolati della Cdp, in corso di definizione. Gli aiuti consisteranno prevalentemente in finanziamenti a tasso agevolato e saranno concessi alle imprese di tutto il territorio nazionale. Come da sempre prevede la Ue gli investimenti dovranno rispettare il requisito di addizionalità. In altri termini saranno finanziate le imprese che non avrebbero realizzato il progetto in assenza del sostegno del Fondo, oppure che lo avrebbero effettuato, ma in misura inferiore o con tempi più lunghi. Le quattro tipologie di intervento che il Fondo andrà a finanziare sono le seguenti:

Progetti di ricerca e sviluppo. Verranno finanziati progetti diretti ad introdurre significativi avanzamenti tecnologici finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali. Il decreto specifica quali sono nel dettaglio. Vi rientrano Ict, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate e spazio. Saranno inoltre finanziati progetti di R&S che perseguono gli obbiettivi prioritari del Programma quadro di ricerca e innovazione «Orizzonte 2020»: sanità, cambiamenti demografici e benessere della popolazione; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia; energia da fonti sicure, pulita ed efficiente; trasporti intelligenti, ecologici e integrati; azioni per il clima.

Investimenti per il rafforzamento della struttura produttiva del paese. Saranno finanziati investimenti che hanno come scopo quello di incrementare, la produttività e la capacità di innovazione in settori e comparti produttivi che necessitano di un riposizionamento competitivo e di una riqualificazione dei sistemi di produzione e dei relativi prodotti. Saranno inoltre agevolati investimenti finalizzati a incrementare la base produttiva delle aree territoriali «depresse» come individuate dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, con particolare riferimento alle Regioni del Sud, anche attraverso progetti per l'attrazione di investimenti esteri. Saranno infine oggetto di finanziamenti gli investimenti che si prefiggono di riqualificare e riconvertire aree che versano in una situazione di crisi industriale complessa di cui all'articolo 27 del decreto legge n. 83/2012.

Internazionalizzazione delle imprese. Il fondo andrà a sostenere i programmi volti a elaborare adeguati modelli distributivi sui mercati internazionali, a sviluppare piattaforme e-commerce e di franchising per le Pmi e a diffondere e tutelare il «Made in Italy» nei mercati esteri. Le aziende inoltre potranno richiedere finanziamenti per la partecipazione a manifestazioni, fiere e gare internazionali.

Progetti speciali. Il Fondo potrà intervenire in caso di Progetti speciali di rilevante interesse per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo del Paese. Questi dovranno essere caratterizzati, da una preliminare fase di individuazione degli obiettivi e dovranno avere come ambito di riferimento specifiche aree tecnologico-produttive, ritenute strategiche per la competitività del Paese. Dovranno essere diretti alla riqualificazione competitiva delle aree appena indicate, tramite l'individuazione di una pluralità di interventi e azioni, anche di natura non agevolativa, imputati alla responsabilità di una o più amministrazioni o enti. I progetti infine dovranno sostenere la creazione di nuova occupazione e/o la salvaguardia dell'occupazione esistente.

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