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Accesso al credito: garanzie di Stato trasparenti

del 01/03/2013
di: di Luigi Chiarello
Accesso al credito: garanzie di Stato trasparenti
Le piccole e medie imprese che investono accedendo al credito potranno conoscere le condizioni che lo Stato garantirà alle banche, quale scudo per le esposizioni bancarie decise in loro favore, a finanziamento dei loro investimenti. In sostanza, avranno a disposizione un indicatore indiretto di rating: sapranno se gli istituti di credito saranno garantiti o meno (e a quali condizioni) dall'ombrello del Fondo centrale di garanzia per le pmi. Lo strumento agevolativo che beneficia di una garanzia di ultima istanza dello Stato, a difesa degli interventi di Garanzia Diretta e Controgaranzia a prima richiesta, attuati dal fondo stesso per disincagliare la concessione di prestiti alle imprese.

Il 14 febbraio scorso il Comitato di gestione ha varato l'operazione trasparenza, approvando un nuovo piano per supportare un più efficiente rapporto banca-confidi-impresa. Lo ha fatto attuando quanto previsto dall'art. 12 del decreto interministeriale Mise-Mef del 26 giugno scorso (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 193 del 20 agosto 2012), che ha introdotto obblighi in tema di informazione alle imprese. Le disposizioni contenute nel protocollo sono rivolte a aziende e operatori creditizi. E servono a far circolare maggiori info sulle possibilità di accesso allo strumento, sulle condizioni contrattuali applicate dagli intermediari finanziari attraverso cui si presenta richiesta di accesso al Fondo e sul valore della garanzia dello stato. Che, va detto, include il beneficio per le pmi richiedenti di un minore assorbimento di capitale. Inoltre, il piano trasparenza dispone che sia data maggiore evidenza alle condizioni di vantaggio praticate da banche e confidi grazie all'intervento della garanzia pubblica. Condizioni ricavabili dalla concessione del credito, dall'ammontare del finanziamento, dalle minori garanzie richieste e dal ridotto costo espresso in termini di tasso di interesse e di commissione della garanzia rilasciata dai confidi. In particolare, il piano prevede diversi obblighi informativi a carico dei soggetti che richiedono la garanzia e del gestore del fondo verso le imprese.

Partiamo dai richiedenti. Costoro, tra le altre cose, dovranno:

- comunicare al Gestore (Medio Credito Centrale), in sede di richiesta di ammissione al fondo, le condizioni economiche applicate ai beneficiari finali sull'operazione finanziaria (tasso fisso o variabile), il valore alla data di stipula, lo spread applicato e tasso finito (espresso in punti percentuali) e il piano di ammortamento;

- dichiarare nel modulo di richiesta se hanno tenuto conto o meno della natura del garante di ultima istanza nel calcolo dell'assorbimento patrimoniale relativo alla quota di esposizione coperta dalla garanzia del Fondo, nel caso in cui i soggetti richiedenti siano banche, intermediari o confidi;

- dichiarare in fase di richiesta di ammissione, il vantaggio riconosciuto all'impresa attraverso la scelta di una o più opzioni tra tasso d'interesse finito e maggiore volume di credito concesso.

Per quanto riguarda invece il Medio Credito Centrale, questo dovrà comunicare all'impresa il numero di posizione assegnato all'operazione a seguito della presentazione della richiesta di garanzia da parte del soggetto richiedente, il responsabile del procedimento istruttorio. E dovrà rendere noti anche i recapiti telefonici e di posta elettronica cui rivolgersi per informazioni.

Quindi, una volta approvata la delibera di concessione, il Fondo dovrà comunicare all'impresa:

- la concessione o il rigetto della garanzia del fondo, l'importo garantito in valore assoluto e in percentuale del prestito;

- l'importo dell'Equivalente sovvenzione lordo corrispondente alla garanzia concessa, con indicazione dell'eventuale concessione a titolo di aiuto de minimis. Nonché i casi in cui potrà essere richiesta all'impresa la restituzione di tale importo a seguito di revoca dell'agevolazione.

- il vantaggio associato nei casi di ammissione all'intervento del Fondo,

- l'eventuale commissione applicata «una tantum» che il richiedente dovrà versare a fronte della concessione della garanzia.

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