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Documenti pubblici on demand sul sito istituzionale

del 16/02/2013
di: Antonio Ciccia
Documenti pubblici on demand sul sito istituzionale
Documenti pubblici sul sito istituzionale on demand. L'accesso civico, varato dal decreto legislativo sulla trasparenza della p.a. approvato ieri definitivamente, aggiunge un nuovo tipo di accesso, con la peculiarità della fruibilità sul sito dell'ente. Così accanto all'accesso ai documenti amministrativi, disciplinato dalla legge 241/1990 e agli accessi disciplinati dalla normativa speciale (ad esempio quello relativo alle informazioni ambientali o quello del consigliere dell'ente locale) si aggiunge l'accesso chiamato «accesso civico». Vediamo come funziona.

L'articolo 5 prevede il diritto di chiunque di pretendere la pubblicazione di documenti, informazioni e atti, i quali debbano essere pubblicati per legge e che, invece, non siano stati pubblicati. In sostanza la norma si applica quando la pubblica amministrazione abbia violato l'obbligo di pubblicare atti, documenti e informazioni. Se la p.a. non ha pubblicato gli atti (avendo l'obbligo di farlo) scatta un controllo generalizzato, da cui deriva l'obbligo di pubblicare gli atti stessi.

Nella relazione si afferma che il significato della norma è attribuire a tutti il diritto di chiedere ed ottenere che le pubbliche amministrazioni pubblichino gli atti, i documenti e le informazioni da queste detenute ma che, per qualsiasi motivo, non hanno provveduto a rendere pubbliche sui propri sui propri siti istituzionali. Pare, tuttavia, che la norma non possa essere interpretata nel senso che qualsiasi documento detenuto dalla p.a. possa essere diffuso tramite il sito, ma solo quelli che già a monte devono essere pubblicati in base a un obbligo di legge. In caso contrario si avrebbe una abrogazione del diritto alla privacy dei soggetti nominati negli atti anche interni della p.a. Peraltro si applicano i limiti alla trasparenza previsti dall'articolo 4 del decreto legislativo in commento (anonimizzazione dei dati, mascheramento del dato sensibile ecc.)

Al diritto di accesso civico corrisponde l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di pubblicare nel sito il documento, l'informazione o il dato richiesto e di trasmetterlo contestualmente al richiedente, oppure di comunicare al medesimo l'avvenuta pubblicazione, indicando il collegamento ipertestuale a quanto richiesto. Se il documento, l'informazione o il dato richiesto risultano già pubblicati nel rispetto della normativa vigente, l'amministrazione indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.

Il diritto all'accesso civico appartiene a chiunque. Questo implica una estensione soggettiva del diritto di accesso ai documenti amministrativi (legge 241/1990). Il diritto di accesso civico, infatti, spetta anche coloro che non sono portatori di alcun interesse giuridico qualificato (diretto, concreto e attuale), come invece necessario per l'accesso ai documenti. La richiesta di accesso è gratuita e deve essere inoltrata al responsabile della trasparenza della pubblica amministrazione inadempiente che si pronuncia sulla stessa entro 30 giorni..

In caso di ulteriore inadempienza è prevista la possibilità di attivare il potere sostitutivo, rivolgendosi al soggetto individuato dalle singole amministrazioni per provvedere in caso di inerzia degli uffici. Il testo nella versione resa nota ripete l'applicabilità dell'accesso civico anche ai documenti, dati ed informazioni qualificati pubblici ai sensi dell'articolo 3 del decreto stesso, che per la verità si riferisce sempre ad atti, documenti e informazioni soggetti a pubblicazione obbligatoria. In caso di diniego, ritardo o inadempimento rispetto ad una richiesta di accesso civico, ci si deve rivolgere al Tribunale amministrativo regionale (così come in caso di lesione del diritto di accesso ai documenti amministrativi).La richiesta di richiesta di accesso civico comporta, da parte dei responsabili della trasparenza, l'obbligo di segnalazione di tale comportamento all'Ufficio di disciplina.

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