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Ambiente: Ecoplacet unificato per le pmi rilasciato

del 15/02/2013
di: di Luigi Chiarello e Cristina Bartelli
Ambiente: Ecoplacet unificato per le pmi rilasciato
Per le pmi arriva l'autorizzazione unica ambientale (Aua). Sostituirà ogni comunicazione, notifica e autorizzazione finora richiesta. Sarà rilasciata da un unico ente. Cioè la provincia (o in alternativa un altro ente indicato dalla regione competente). Sarà proporzionale, per adempimenti amministrativi, alla dimensione dell'impresa richiedente. E al settore di attività. E, soprattutto, non dovrà comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese. Oggi in Consiglio dei ministri sbarca il regolamento attuativo dell'Aua, pronto per il varo definitivo, dopo l'esame in prima lettura del testo effettuato dall'esecutivo il 14 settembre scorso. Rispetto alla bozza iniziale, subito balza agli occhi una correzione, apportata a seguito dell'esame del Consiglio di stato e delle commissioni parlamentari competenti: l'Aua non potrà durare meno del periodo di validità massima garantito dalle autorizzazioni che andrà a sostituire. Quindi, durerà 15 anni tondi, a partire dalla data di rilascio. La nuova autorizzazione unica, comunque, non sarà accessibile dai soggetti che per legge (nazionale e regionale) sono sottoposti a Via (Valutazione d'impatto ambientale) e per gli impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale. Vediamo dunque, in base al nuovo regolamento, quali sono le imprese che devono incassare l'Aua.

Chi deve chiedere l'Autorizzazione unica ambientale. A essere interessata è la cosiddetta categoria delle pmi. Cioè le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese; un universo complessivamente costituito da sole aziende con meno di 250 occupati, ciascuna con fatturato non inferiore a 50 mln di euro, oppure totale di bilancio annuo non superiore a 43 mln. Per incassare l'Aua, i gestori degli impianti dovranno avere almeno una tra le seguenti autorizzazioni:

- agli scarichi;

- per l'impiego agronomico degli effluenti di allevamento, le acque reflue o le acque di vegetazione dei frantoi;

- emissione in atmosfera;

- autorizzazione generale per gli impianti in deroga ex dlgs 152/2006;

- comunicazione o nulla osta sull'impatto acustico richieste per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali;

- autorizzazioni all'utilizzo di fanghi;

- comunicazioni in materia di rifiuti.

Cosa contiene l'Aua. Essa include tutti gli elementi previsti dalle singole normative di settore, per il rilascio delle autorizzazioni, che va a rimpiazzare. Con una specifica: nel caso gli scarichi dell'impianto contengano sostanze pericolose, i gestori degli stessi dovranno presentare, ogni quattro anni, una comunicazione alla provincia, con gli esiti delle attività di autocontrollo. La provincia, a sua volta, potrà a quel punto procedere ad aggiornare le condizioni per il mantenimento dell'Aua, qualora dai controlli emerga un aumento dell'inquinamento. Ma l'aggiornamento dell'Aua non comporterà in alcun caso una modifica della durata dell'autorizzazione.

A chi presentare domanda di Aua. L'istanza, corredata dalla documentazione necessaria, dovrà essere inoltrata allo Sportello unico attività produttive (Suap) che, immediatamente, la trasmetterà online alla provincia. Una eventuale richiesta di ulteriore documentazione verrà a quel punto inoltrata online dalla provincia al Suap. In essa verrà precisato anche il termine entro cui il faldone dovrà essere integrato. Tutte le comunicazioni avverranno dunque via mail.

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