A trainare le iniziative economiche nate nel 2012 sono le persone fisiche, con ben 413 mila casi (+5,76% sul 2011). Negativi, invece, i numeri legati alle varie forme giuridiche: a soffrire di più le società di persone (-10,4%) e le società di capitali (-5,8%), mentre soggetti non residenti ed altri enti occupano una posizione residuale (circa 3.500 casi).
Rispetto al 2011, quando le nuove posizioni Iva aperte erano state 535 mila (-4,8% rispetto al 2010), a livello geografico si è registrato un miglioramento in gran parte d'Italia. Le nuove aperture si sono concentrate per il 42,5% al Nord, per il 22,7% al Centro e per il 34,7% al Sud e nelle Isole. La maggiore vitalità economica si è avuta nelle regioni centro-meridionali. Solo Marche e Calabria evidenziano flessioni di circa il 3%. Per il resto tutti segni più, con la Campania che fa segnare un aumento del 9%, seguita da Sicilia (+7,6%), Basilicata (+7,5%) e Lazio (+5%). A livello territoriale i cali più marcati si collocano nel Nord-est, in particolare in Friuli-Venezia Giulia (-5%) e nella provincia autonoma di Trento (-4%).
Dal punto di vista settoriale, le informazioni diffuse dal Df confermano il difficile periodo che sta attraversando il mattone. Il settore delle costruzioni ha visto nel 2012 le nuove aperture scendere del 10%, mentre le attività immobiliari hanno incassato una flessione del 18%. Andamento negativo pure per il mondo dell'energia (-27%). Il comparto più affollato si conferma il commercio, con oltre 129 mila aperture (+1,71% rispetto al 2011). Tra i settori più attivi anche le professioni (81.682 posizioni, +6,87%) e l'agricoltura (49.713, +6,02%).
Ed è proprio quello dei professionisti il principale bacino di utenza del «forfettino» Irpef del 5% introdotto dal dl n. 98/2011. Dal 1° gennaio 2012 tale regime ha sostituito quello dei contribuenti minimi, che prevedeva un'imposta sostitutiva del 20%. Sono stati ben 146.804 i soggetti che hanno aperto partita Iva avvalendosi del nuovo meccanismo di favore. Il 45% delle adesioni si è avuto al Nord. Oltre un terzo delle opzioni riguarda le libere professioni. Segue, piuttosto distanziato, il commercio. Il 70% dei «nuovi minimi» ha meno di 35 anni.
A livello complessivo, invece, gli under-35 hanno aperto il 51,6% delle partite Iva. Il 64% dei soggetti è di sesso maschile, un dato stabile rispetto agli anni precedenti.
