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Decreto legislativo n. 231/01: responsabilità amministrativa degli enti

del 19/10/2011

Decreto legislativo n. 231/01: responsabilità amministrativa degli enti
Il decreto legislativo 231/01 è il provvedimento con cui il legislatore ha previsto, a carico delle persone giuridiche, forme di responsabilità ulteriori rispetto alla responsabilità civile di cui all’articolo 2043 codice civile e all’obbligazione civile per le multe o le ammende comminate per reati compiuti dal soggetto sottoposto a direzione o vigilanza di cui all’articolo 196 codice penale.
Tale responsabilità è definita amministrativa e mira a prevenire, attraverso l’inflizione di sanzioni specificamente predisposte nei confronti degli enti, il fenomeno per cui le persone giuridiche (in special modo le organizzazioni che svolgono attività di impresa quali le società commerciali) traggono profitto dal compimento di reati da parte di persone fisiche appartenenti alla loro struttura organizzativa, come i soggetti in posizione apicale e i soggetti sottoposti alla direzione di questi ultimi.
Lo strumento general-preventivo, non essendosi ancora visto il margine di una responsabilità penale per soggetti diversi dalle persone fisiche all'interno del nostro ordinamento, si incentra dunque prevalentemente sulla visibilità della sanzione e della relativa responsabilità dell'ente, più che sull'impatto economico che inerisce, al contrario, prevalentemente alla responsabilità civile.
Il decreto legislativo 231 stabilisce la responsabilità dell’ente per reati commessi da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dello stesso, ovvero da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei soggetti prima menzionati.
La responsabilità sussiste non nell’ipotesi di compimento di un qualsivoglia reato da parte di tali soggetti, ma per il compimento degli illeciti esplicitamente menzionati nel decreto.
Si tratta di un’elencazione che sta conoscendo un progressivo ampliamento e che risulta incentrata sui reati contro la Pubblica Amministrazione, contro il commercio e l’industria (ipotesi di reato strettamente collegate allo svolgimento di attività di impresa) e le fattispecie di reato contro la persona o a carattere di terrorismo internazionale che fanno emergere un’elevata pericolosità intrinseca dell’ente (si pensi all’ipotesi di una società la cui attività costituisca copertura per un’organizzazione terroristica).
All’accertamento della responsabilità della persona fisica per un reato ricompreso nell’elencazione del decreto, consegue la responsabilità dell’ente ed il suo assoggettamento a sanzioni appositamente studiate per colpire con efficacia le persone giuridiche, e quindi costituite da sanzioni pecuniarie, interdittive anche a carattere definitivo (quali ad esempio il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione), la confisca del prezzo o del profitto del reato e addirittura l’interdizione definitiva all’esercizio dell’attività qualora si manifesti una pericolosità intrinseca dell’ente, valutata in ragione della rilevante entità del profitto conseguito dal reato o della stabile utilizzazione dell’ente per il compimento dei reati in relazione ai quali è prevista la sua responsabilità.
Il decreto prevede una causa di giustificazione specifica per l’ente soggetto a responsabilità amministrativa: esso non risponde quando l’organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, specifici modelli organizzativi e di gestione, idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.

Avv. Giuseppe Pellegrino
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