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I costi della mediazione

del 11/10/2011

I costi della mediazione

Con la pubblicazione del decreto ministeriale 6 luglio 2011, n. 145 è stato modificato il decreto ministeriale 18 ottobre 2010, n. 180, che era stato emanato in conformità alla previsione contenuta all’articolo 16, comma 2, del decreto legislativo n. 28 del 2010, allo scopo di completare il quadro normativo della mediazione civile e commerciale di cui al decreto legislativo n. 28 del 2010, con riferimento alla disciplina dei costi della procedura di mediazione e alla determinazione le tariffe del servizio medesimo.
Il decreto fissa le tariffe minime e massime per singolo scaglione di valore della controversia per gli organismi costituiti da enti pubblici, ai quali è preclusa la possibilità di utilizzare tariffe differenti rispetto a quelle previste; gli organismi costituti da enti privati, invece, hanno la possibilità di determinare liberamente le tariffe del servizio di mediazione, ferme restando tutte le altre previsioni contenute all’articolo 16 del decreto ministeriale.
Le indennità dovute dalle parti comprendono sia le spese di avvio del procedimento che le spese di mediazione; le spese di avvio vengono poi computate all’interno dell’indennità complessivamente dovuta dalla parte.
Le spese di mediazione sono corrisposte in relazione allo scaglione di valore in cui si pone la controversia.
Il quarto comma dell’articolo 16, siccome modificato dal decreto ministeriale 145/2011, contempla cinque diverse ipotesi tre delle quali dedicate all’aumento delle spese e due alla riduzione.
Le spese possono essere aumentate in misura non superiore ad un quinto dell’importo massimo dovuto per ciascuno scaglione di riferimento in caso di particolare importanza, complessità o difficoltà; l’importo deve essere aumentato in misura non superiore a un quarto in caso di successo della mediazione e di un quinto in caso di proposta del mediatore.
L’importo deve essere diminuito di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti nel caso in cui il tentativo di mediazione sia obbligatorio per legge, mentre nel caso di mancata comparizione di parte convenuta.
Gli importi dovuti per ogni singolo scaglione non possono essere sommati tra di loro; chi presenta la domanda di mediazione ha l’onere di indicare il valore della domanda medesima e ciò al fine di rendere immediatamente percepibile da parte dell’organismo ricevente il valore della controversia e l’importo che dovrà essere riscosso da ciascuna parte; infine, qualora il valore della controversia risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia divergenza tra le parti nella sua stima, l’organismo di mediazione provvede a determinare il valore di riferimento sino al limite di euro 250.000,00 e lo comunica alle parti.
Da ultimo, ciascuna delle parti che ha aderito alla procedura di mediazione è obbligata in solido al pagamento delle spese di mediazione, le quali ricomprendono al loro interno anche l’onorario del mediatore che rimane sempre immutato nel suo ammontare.

Avv. Nicola Soldati
Studio Legale Soldati

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