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Tutte le novità della Manovra estiva

del 21/09/2011

Tutte le novità della Manovra estiva

Con misure dirette ad intervenire sui conti pubblici ma con l’obiettivo, tra l’altro, di avviare anche alcune riforme, il Governo, a poca distanza dal primo decreto con il quale sono state anticipate le misure della manovra economica di fine anno (decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito con modificazioni in legge 15 luglio 2011, n. 111) ha emanato un nuovo decreto, il decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, n. 148.
Il decreto interviene in diverse materie apportando alcune modifiche. Tra queste, si segnalano:

  • Tagli agli organici pubblici (articolo 1, comma da 3 a 5)
    Le Pubbliche Amministrazioni dovranno provvedere:
    a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012, un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10%;
    b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca, apportando un'ulteriore riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale. Alle Amministrazioni che non adempiono a tale onere è fatto comunque divieto, a decorrere dalla predetta data, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Restano esclusi da questa ulteriore riduzione il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, il dipartimento della Protezione Civile, le autorità di bacino di rilievo nazionale, il Corpo della Polizia Penitenziaria, i magistrati, l'agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, e le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e quelle del personale in regime di diritto pubblico.
  • Risoluzione del rapporto di lavoro (articolo 1, comma 16)
    Viene prorogata anche agli anni 2012, 2013 e 2014 la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro di propri dipendenti al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, ai sensi dell’articolo 72, comma 11 decreto legge n. 112/2008 convertito in legge 133/2008.
  • Prosecuzione del rapporto di lavoro (articolo 1, comma 17)
    Le Amministrazioni Pubbliche hanno la facoltà di trattenere in servizio il dipendente in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita, per un biennio successivo al compimento dell’età pensionabile. La modifica muta quello che era un diritto del lavoratore a rimanere in servizio, in una facoltà dell’Amministrazione Pubblica di accettare o meno tale disponibilità.
  • Età pensionabile delle lavoratrici nel settore privato (articolo 1, comma 20)
    L’incremento dell’età pensionabile delle donne, per raggiungere la quota di 65 anni al pari degli uomini, viene anticipato dal 2020 al 2014. Pertanto, il requisito di età pari oggi a 60 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia è incrementato di un mese dall'1 gennaio 2014; due mesi a decorrere dal 1 gennaio 2015, di ulteriori tre mesi a decorrere dal 1 gennaio 2016, di ulteriori quattro mesi a decorrere dal 1 gennaio 2017, di ulteriori cinque mesi a decorrere dal 1 gennaio 2018, di ulteriori sei mesi a decorrere dal 1 gennaio 2019 e per ogni anno successivo fino al 2025 e di ulteriori tre mesi a decorrere dal 1 gennaio 2026.
  • Liquidazione Tfr (articolo 1, commi 22, 23, 32)
    Viene stabilito, per il pubblico impiego, che la liquidazione del Tfr con effetto dal 1 gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta data, avverrà decorsi 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e, nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell'Amministrazione, decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tali disposizioni non trovano applicazione solo nei casi di cessazione dal servizio per inabilità derivante o meno da causa di servizio e per decesso del dipendente. Resta comunque ferma l'applicazione della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore di queste nuove regole per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011. Inoltre, viene confermato che la durata dell'incarico dirigenziale può essere inferiore a tre anni se coincide con il conseguimento del limite di età per il collocamento a riposo dell'interessato. In questo caso, ai fini della liquidazione del Tfr, l'ultimo stipendio va individuato nell'ultima retribuzione percepita prima del conferimento dell'incarico avente durata inferiore a tre anni. Tale norma si applica agli incarichi conferiti successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto e agli incarichi aventi comunque decorrenza successiva all' 1 ottobre 2011.
  • Festività civili (articolo 1, comma 24)
    A decorrere dall'anno 2012, le festività non religiose, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni ad esclusione del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, verranno a cadere il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincideranno con tale domenica.
  • Liberalizzazione all’esercizio delle professioni (articolo 3, comma 5)
    La manovra stabilisce delle abrogazioni, privatizzazioni e altre misure per favorire lo sviluppo. In particolare, la riforma prevede che, fermo restando l'esame di Stato per l'accesso alle professioni regolamentate (articolo 33, comma 5 Costituzione), gli ordinamenti professionali, entro 12 mesi, devono garantire che l'esercizio dell'attività risponda ai principi di libera concorrenza. I principi a cui gli ordini devono uniformarsi riguardano tra l’altro:
    - l’obbligo della formazione continua per gli iscritti;
    - i tirocini di accesso devono basarsi su una effettiva formazione, non superiore ai 3 anni e deve essere prevista un’equa remunerazione di tipo indennitario ai tirocinanti.
  • Sostegno ai contratti di prossimità (articolo 8)
    Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, con un accordo aziendale o territoriale sottoscritto dalle rappresentanze sindacali sulla base dei vigenti accordi interconfederali, ivi compreso quello del 28 giugno 2011, è prevista la regolazione di alcuni aspetti inerenti all’organizzazione del lavoro e della produzione, anche in deroga alle norme di legge e di contratto collettivo. Le intese, che avranno efficacia nei confronti di tutti i lavoratori, potranno riguardare anche le conseguenze del recesso del rapporto di lavoro, con esclusione dei licenziamenti per motivi discriminatori, di matrimonio, di gravidanza e/o durante la maternità e i licenziamenti in caso di adozione o affidamento.
  • Collocamento obbligatorio (articolo 9)
    La norma interviene in materia di compensazioni territoriali relativamente sia al collocamento dei disabili che delle categorie equiparate previsto dagli articoli 3 e 18 legge n. 68/1999. In particolare, ora i datori di lavoro privati che occupano personale in diverse unità produttive e i datori di lavoro privati di imprese che sono parte di un gruppo possono assumere in una unità produttiva o, ferme restando le aliquote d'obbligo di ciascuna impresa, in una impresa del gruppo avente sede in Italia, un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia. I datori di lavoro privati che si avvalgono di questa facoltà trasmettono in via telematica a ciascuno dei servizi competenti delle province in cui insistono le unità produttive della stessa azienda e le sedi delle diverse imprese del gruppo il prospetto con le richieste di avviamento dal quale risulta l'adempimento dell'obbligo a livello nazionale sulla base dei dati riferiti a ciascuna unità produttiva ovvero a ciascuna impresa appartenente al gruppo. Viene stabilito, inoltre, che anche i datori di lavoro pubblici possano essere autorizzati, su loro motivata richiesta, ad assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione.
  • Fondi interprofessionali per la formazione continua (articolo 10)
    Tali fondi si possono articolare regionalmente o territorialmente e possono - inoltre - utilizzare parte delle risorse a essi destinati per misure di formazione a favore di apprendisti e collaboratori a progetto. La disposizione è in linea con quanto affermato dal Testo Unico sull’apprendistato (articolo 2, comma 1 lettera e), approvato in via definitiva lo scorso 5 luglio e in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  • Tirocini formativi e di orientamento (articolo 11)
    La riforma semplifica la normativa ponendo dei limiti all’utilizzazione dello strumento dello stage e alla sua durata, al fine di ridurre drasticamente gli abusi e i comportamenti fraudolenti, rilanciando contemporaneamente il contratto di apprendistato. Viene previsto, infatti, che tali tirocini possono essere promossi solo da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle normative regionali in funzione di idonee garanzie all'espletamento delle iniziative medesime. Fatta eccezione per i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione, i tirocini formativi e di orientamento non curriculari non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese, e possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento dei relativo titolo di studio.
  • Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 12)
    Viene introdotta, con il nuovo articolo 603 bis del codice penale, un’ipotesi di reato per tutti coloro i quali svolgano attività di intermediazione reclutando manodopera od organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori. Tale reato è punito con la reclusione da 5 a 8 anni e con la multa da euro 1.000 a 2.000 per ciascun lavoratore reclutato. La norma provvede inoltre a elencare le circostanze che sono indici di sfruttamento e le circostanze aggravanti, nonché a stabilire le pene accessorie.

Avv. Luca Failla
LABLAW Studio Legale Failla Rotondi & Partners

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COMMENTI

Paolo M.

23/10/2017 20:58:29

Spiegazione sintetica e chiarissima, vediamo adesso quale altra riforma ci aspetta...

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